Due anni dopo l’uscita di Animali Fantastici e dove trovarli, primo capitolo della saga legata agli eventi che hanno preceduto Harry Potter, torna sul grande schermo una magica avventura scritta e prodotta da J.K. Rowling.
Dopo tre mesi dai fatti accaduti nel precedente film, Newt Scamander si ritrova al Ministero della Magia per richiedere la revoca del divieto ai viaggi internazionali. E’ lì che incontra Leta Lestrange, fidanzata di suo fratello Theseus e sua grande amica sin dai tempi delle lezioni ad Hogwarts. Nonostante la revoca venga respinta, Albus Silente lo incarica di recarsi a Parigi dove pare essersi rifugiato Credence dopo i fatti di New York. Quest’ultimo si trova nella capitale francese alla ricerca di sua madre, per scoprire finalmente qual è la sua vera identità. Grindelwald, riuscito a sfuggire dalla prigionia durante il suo trasferimento da New York a Londra, è intenzionato a sfruttare la sua natura di Obscurus per uccidere Silente.
Le prime impressioni che ho avuto appena ho finito di vederlo è che fosse più che altro un film di passaggio, una sorta di ponte atto a prepararci a quello che avverrà nei prossimi capitoli. Forse, una volta completata l’intera saga, sarà più facile comprendere il filo logico della storia ma ciò non giustifica alcune scelte che non sono proprio riuscita a mandare giù. Nella saga di Harry Potter siamo stati introdotti piano piano, in punta di piedi, in un universo vasto ma straordinario, accompagnati e guidati anno per anno verso un pericolo maggiore e sempre più presente. Era sempre possibile vedere il filo conduttore, un disegno preciso in tutta la storia. Qui no. Ogni singola sequenza è completamente slegata e soprattutto… gli Animali Fantastici non hanno davvero più senso! Fanno semplicemente da cornice ad un film che sta prendendo una direzione assai incerta e che non riesco a capire come si svilupperà per altri tre film. E’ vero, di animali magici ce ne sono molti, realizzati in modo eccellente, e la fotografia e gli effetti speciali sono senza dubbio impeccabili, ma sono soltanto un bellissimo incarto, che al suo interno ha davvero poca sostanza. 
Uno dei problemi principali che personalmente ho trovato in questo film sono i personaggi stessi. Non sono riuscita ad affezionarmi anche a solo uno di essi, per quanto strano possa sembrare. I dialoghi sono ridotti all’osso e trovare empatia nei confronti di qualcuno risulta impossibile, come se ci fosse un solido muro tra noi e lo schermo. Se magari nel primo film si poteva provare tenerezza per la nuova coppia Jacob-Queenie, adesso sono totalmente irriconoscibili, come due estranei, e lei sembra stia impazzendo sempre di più. E vogliamo parlare di come magicamente Jacob si ricorda di ogni singola cosa nonostante sia stato Obliviato? Ah beh, me lo son detto da sola: magicamente. Non viene data nessuna spiegazione logica al suo “ricordare tutto” e la faccenda si conclude nel giro di un paio di battute. Male, male. E a proposito di “male”, parliamo della new entry di questo film: Nagini. A quanto pare Nagini è una Maledictus: una persona afflitta da una maledizione del sangue per la quale alla fine si trasformerà permanentemente in un una bestia/animale, nel suo caso, un serpente. Ora, tralasciando che il suo ruolo nel film non è chiaro, oltre ad essere estremamente marginale e quasi privo di personalità, perché soltanto adesso salta fuori che Nagini in realtà non è da sempre un serpente ma lo è diventata a causa di una maledizione? Perché questo fatto non è mai stato citato nei libri di Harry Potter? 
E con questo quesito, mi ricollego ad un altro pensiero ricorrente che ho riguardo questa saga. Sembra che la Rowling cerchi di aggiungere dettagli su dettagli riguardo alcuni aspetti del suo universo ai quali probabilmente non aveva mai pensato ma che ha deciso di aggiungere a saga conclusa per gettare altra carne al fuoco e dimostrare che il suo mondo magico è una continua scoperta. Potrebbe essere fantastico, certamente. Ma lo sarebbe ancora di più se questi dettagli donassero davvero un valore aggiunto a questo universo. La sensazione è quella di una scrittrice in pieno delirio di onnipotenza che tenta di forzare il mondo che lei stessa ha creato, con l’ossessione di voler aggiungere aneddoti (spesso anche inutili) come se avesse paura che se non ricevessimo abbastanza notizie poi smetteremmo tutti di essere interessati a ciò che in realtà ci ha sempre affascinato. Il suo universo funzionava e funziona benissimo, anche senza aggiunte che mano a mano stanno diventando sempre più ridicole, oltre ad essere motivo di esilaranti meme su internet. Insomma, mi auguro con tutto il cuore che almeno il personaggio di Nagini venga sviluppato al meglio nel corso della saga, altrimenti questo confermerebbe quanto in realtà la zia Rowling ultimamente stia davvero esagerando. 
Sempre per rimanere in tema personaggi, è impossibile non nominare anche l’enorme squarcio temporale che la Rowling ha voluto creare inserendo in questo film il personaggio di Minerva McGranitt come già professoressa della scuola di Hogwarts. E’ così assurdo che si fa davvero fatica a non pensare che la nostra adorata scrittrice stia prendendo strade insensate. Nonostante purtroppo non esista una fonte certa che attesti la data di nascita precisa della professoressa McGranitt, possiamo affidarci ad un’unica indicazione temporale, contenuta nel quinto capitolo della saga letteraria di Harry Potter ovvero l’affermazione della professoressa di fronte alla simpaticissima Umbridge di star lavorando ad Hogwarts da 39 anni. Il mondo del web si è quindi mosso a fare calcoli su calcoli arrivando alla conclusione che la McGranitt nel 1927 (anno in cui viene ambientato questo film) dovrebbe avere all’incirca… meno 8 anni. Sì, avete letto bene: siamo arrivati ai numeri in negativo. Alcuni penseranno che queste siano piccolezze, ma io credo che l’eccessivo fan service porti alla rovina di universi meravigliosi che non hanno bisogno di forzature imbarazzanti per poter piacere al pubblico. 
ATTENZIONE: questa parte contiene spoiler, quindi se non avete ancora visto il film, saltate questo paragrafo.
Dopo una battaglia visivamente spettacolare, l’epilogo si svolge in un castello situato in Austria. E’ proprio lì che Grindelwald, quindi, rivela finalmente a Credence chi è veramente, ovvero, c’è da reggersi forte, Aurelius Silente. E poi boom, il film finisce, così, all’improvviso. E chi è Aurelius Silente? Lo scopriremo nelle prossime puntate. Ma appunto… perché? Perché dobbiamo scoprire qualcos’altro del passato di Silente adesso? Non si hanno notizie di altri fratelli di Silente a parte Aberforth e Ariana. In caso Aurelius fosse un altro fratello, per quale motivo dovrebbe saltare fuori ora? Esattamente per i motivi che ho scritto prima: la Rowling ci tiene a voler aggiungere particolari sperando che le persone continuino ad interessarsi al suo universo e a creare speculazioni e teorie su di esso. Non c’è niente di male ad avere nuove idee (che magari non aveva minimamente avuto durante la stesura di Harry Potter) a patto che possano essere inserite in modo coerente nel mondo che ha creato. E invece quello che ho visto mi ha soltanto deluso. 
Passiamo ad una nota più felice, in tutti i sensi: la colonna sonora di James Newton Howard. Il compositore statunitense sa sempre come rendere epiche e pregnanti le sue musiche, ricche di ottoni e di alcuni piccoli rimandi alla colonna sonora originale dei film di Harry Potter. Ho ascoltato con vero piacere la sua musica, anche al di là del film stesso e ne vale davvero la pena. James Newton Howard è una garanzia in questi casi e lo ha dimostrato ampiamente in molti dei suoi lavori, tra cui anche la colonna sonora de Il cacciatore e la regina di ghiaccio che ho recensito qui. 






Giulia
A me il film é piaciuto il film mi ha fatto impazzire