Children of Blood and Bone di Tomi Adeyemi – Recensione

Può capitare di credere che i libri fantasy si distacchino dalla vita reale, quella che viviamo tutti i giorni. Eppure, ci sono romanzi che si avvicinano a noi e a fatti realmente accaduti più di quanto si pensi. E’ proprio questo il caso di Children of Blood and Bone, romanzo di debutto di Tomi Adeyemi.

Questa è una storia in cui è facile entrare subito in empatia con i personaggi e avvertire il loro dolore, le loro paure. E’ una storia forte, fino alla fine. Come infatti afferma l’autrice nelle Note, questo libro nasce per poter combattere la rabbia e l’impotenza generati dalle numerose notizie sulla violenza nei confronti della popolazione afro-americana. Un libro per poter aprire gli occhi su un problema reale e che ha spezzato numerose famiglie.

Seguiamo le vicende del regno di Orïsha, governato dal temibile re Saran. Undici anni prima Saran aveva ordinato lo sterminio di decine di migliaia di maji ovvero coloro che erano capaci di praticare la magia. Tra questi, vi era la madre di Zélie, la protagonista principale della storia. Il Raid contro i maji è un’enorme ferita mai rimarginata. La magia sembra aver abbandonato il regno. Tutti coloro che hanno ancora la magia nel sangue e che sono stati benedetti dagli déi con incredibili poteri, non sono più in grado di esercitarla.
E’ qui che entra in scena Amari, figlia del re Saran, che dopo aver visto l’ennesimo atto brutale del padre si impossessa di un’antica pergamena che permette di ristabilire la magia in tutta Orïsha. Dopo un rocambolesco incontro con Zélie, le due partono insieme al fratello di quest’ultima, Tzain, alla ricerca degli altri due artefatti magici necessari per formulare il rituale. Il re decide quindi di inviare un contingente di soldati, guidati da Inan, fratello di Amari e futuro erede al trono, per fermarli prima che riescano nel loro intento.

Seguiamo la narrazione da tre punti di vista, quello di Zélie, di Amari e di Inan. E’ sicuramente interessante avere dei narratori diversi, in modo da avere una visione a 360° dell’intera vicenda. Avrei apprezzato però anche la prospettiva di Tzain, essendo uno dei personaggi principali. Nonostante questo, seguire i pensieri di questi tre personaggi non risulta mai confusionario, anzi, aggiunge valore alla storia.

Ogni personaggio è a modo suo memorabile, ha una propria personalità distinta e ha molto da trasmettere al lettore. Mi sono ritrovata profondamente coinvolta dai pensieri di Zélie: la narrazione è così penetrante che è impossibile non avvertire il suo stesso dolore o le sue paure e incertezze. Tomi Adeyemi ha svolto un lavoro straordinario, creando più che personaggi, delle Persone. Persone reali, con rapporti tra di loro altrettanto veri e credibili, come l’amore fraterno, l’amicizia nata tra le avversità, lo sbocciare di un nuovo amore. A proposito di questo, devo ammettere che una delle storie d’amore descritte nel romanzo non mi ha convinto affatto. Un amore nato troppo presto e troppo velocemente. Forse questo è davvero l’unico elemento poco credibile all’interno di una storia così ben organizzata. Nonostante ciò, la crescita di ogni personaggio è notevole e mi è piaciuta da impazzire l’amicizia nata tra Amari e Zélie: il loro girl power è una bomba!

We are all children of blood and bone. All instruments of vengeance and virtue.

Sono rimasta affascinata dall’ambientazione e dal sistema della magia, che per alcuni potrebbe non essere così originale ma che personalmente ho trovato sensato e coerente con il setting della storia. Children of Blood and Bone, infatti, è fortemente ispirato dalla religione Yoruba, appartenente all’Africa Occidentale. Una religione ricca di misticismo, che ha reso il libro intensamente spirituale. I maji di Orïsha sono collegati ai loro déi di riferimento, in base al potere che è stato loro donato. E ce ne sono moltissimi: i maji della vita e della morte (chiamati Reaper, Mietitori), i maji della mente, spirito e sogni, i maji del fuoco, i maji della salute e della malattia. Questo collegamento viscerale agli déi rende la storia così ricca di colori, di comunione con gli altri, di devozione completa a divinità estremamente presenti e vicine agli uomini. E’ una storia così profonda che avrei voluto davvero tanto scoprire molto di più sulla meravigliosa cultura di questo popolo. E avrei voluto saperne di più anche su alcune categorie di maji che non sono state nemmeno nominate all’interno del libro ma la cui presenza è solo citata nell’introduzione del libro, facendoli sembrare quasi maji di serie B di cui non si è avuto tempo di parlare. Mi aspetto però di avere ulteriori informazioni nel sequel, la cui pubblicazione è confermata per il 3 dicembre 2019.

Info
Children of Blood and Bone è disponibile anche in italiano con il titolo Figli di Sangue e Ossa e potete recuperarlo qui.

Il worldbuilding del romanzo è comunque magistrale e ben studiato, perfetto nei suoi dettagli che ti fanno respirare l’aria di Orïsha ad ogni parola. Nonostante la storia abbia come filo conduttore la solita persona “prescelta” con le sorti del mondo tra le mani, il racconto non scade mai nel banale o nel prevedibile. Niente è dato per scontato e ogni conquista di questi coraggiosi adolescenti è sempre ben guadagnata, tra lacrime, sudore e sangue. La narrazione a tratti si fa cruda, brutale. Ti fa trattenere il fiato. I fatti narrati mi hanno spinto a riflettere molto su realtà diverse da quelle a cui siamo tutti abituati. Realtà difficili e crudeli ma che esistono ed è giusto averne consapevolezza.

La storia di Zélie è una storia di sacrificio, dove si combatte contro le differenze di classe, contro chi non vuole dare spazio a chi è “diverso” per paura. Senza voler mai creare un dialogo, un aiuto reciproco. E’ una storia dove si combatte per far valere i propri diritti e si resiste contro una monarchia asfissiante e violenta. Se ci penso, continuo ad avere i brividi e a pensare a quanto sia stata coraggiosa Tomi Adeyemi nel voler affrontare dei temi così delicati e pieni di dolore. Mi auguro con tutto il cuore che il suo messaggio possa aprire gli occhi a chiunque legga il romanzo, a chi non sa, a chi è scettico, a chi è ancora giovane e può cambiare il mondo di domani.

Curiosità
Il successo di Children of Blood and Bone è stato tale che la 20th Century Fox si è già dimostrata interessata a produrre un film a riguardo!
Riepilogo
Children of Blood and Bone è ricco di emozioni profonde e a tratti crude e brutali ma che regala immensa meraviglia grazie ad un'ambientazione affascinante, un interessante sistema magico e un worldbuilding eccezionale. I personaggi sono memorabili e credibili nei loro pensieri, nelle loro azioni e nella loro magnifica crescita. Il rapporto di amicizia tra Zélie e Amari è meraviglioso! Avrei voluto saperne di più sulla cultura e la religione di questo popolo che mi ha catturato sin da subito e avrei preferito una storia d'amore più realistica, meno affrettata e nata dal nulla. I temi affrontati sono così forti e profondi che spingono a riflettere molto su realtà sbagliate che affliggono il nostro mondo. Un libro consigliatissimo a tutti!
Pro
  • Personaggi memorabili che sviluppano bellissimi rapporti tra di loro...
  • L'ispirazione alla religione Yoruba è molto affascinante...
  • E' un libro che spinge a riflettere molto su fatti reali dell'epoca in qui viviamo
  • Worldbuilding studiato alla perfezione
  • I vari clan di maji e i loro poteri sono originali e interessanti
Contro
  • ...anche se la storia d'amore istantanea non mi ha entusiasmato.
  • ...ma avrei voluto saperne molto di più!
  • Molti clan di maji non sono mai stati nominati all'interno del libro
8.8
Trama
Ambientazione
Personaggi
Stile di scrittura
Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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