Girls of Paper and Fire di Natasha Ngan – Recensione

Il libro di cui vi parlerò oggi è senza dubbio molto particolare, in special modo per il tema principale che viene trattato in esso. Vi anticipo quindi che gli argomenti trattati sono molti delicati e non particolarmente adatti ad un pubblico sensibile o troppo giovane.

Prima di proseguire con la trama è doveroso fare una piccola premessa: il regno in cui è ambientata la storia è diviso in tre caste: Paper Caste;  la casta alla base della società, sfruttata e disprezzata dai ranghi più alti. E’ formata da tutti coloro pienamente umani in assenza completa di qualsiasi sembianza demoniaca. Steel Caste: Esseri umani con parziali sembianze e qualità animali-demoniache. Moon Caste: La casta ai vertici della società, formata esclusivamente da esseri completamente demoniaci che presentano forme animali complete su un corpo umanoide.

TRAMA

Nel regno di Ikhara, ogni anno vengono scelte otto ragazze destinate a diventare le concubine del Re, lo spaventoso Demon King (Re Demone) ovviamente membro della Moon Caste, con un temibile aspetto da toro. Quest’anno però, il numero delle Paper Girls, così vengono chiamate, salirà a nove. La nona Paper Girl sarà Lei, una diciassettenne che vive nella regione di Xienzo insieme al padre e Tien, una Steel Caste. Lavorano insieme al negozio di erbe della famiglia, una vita modesta e tranquilla. La vita di Lei però non è sempre stata serena: sette anni prima la madre è stata rapita e probabilmente uccisa durante un raid perpetrato dai soldati del re. Un avvenimento che ha segnato profondamente Lei e la sua famiglia.

Una mattina si presenta al negozio il Generale Yu e i suoi uomini, con l’intenzione di portare Lei a palazzo e renderla una Paper Girl. Lei possiede qualcosa di davvero speciale: due occhi color oro, segno forse di una benedizione divina. Sentendo numerose voci su questa ragazza dagli occhi divini, il Generale pensa così di favorire il Re. Da quel momento, la vita di Lei subisce un drastico cambiamento: strappata dalla sua famiglia il suo destino è a palazzo, insieme alle altre concubine. La nostra protagonista ancora non sa cosa troverà: riuscirà a sfuggire al terribile demone? O sarà costretta a cercare un modo per sopravvivere ad una vita che non ha mai voluto?

UN TEMA DELICATO

Uno degli intenti principali di questo libro è far capire a chiunque legga e in particolar modo a coloro che hanno dovuto subire degli abusi, che c’è sempre un modo per trovare una via d’uscita, per trovare la luce della speranza alla fine di un tunnel soffocante e tenebroso. Questa è una storia di coraggio, di ribellione contro gli oppressori, contro chi non ha il diritto di prendere tutto ciò che vuole. E’ una storia che insegna che qualsiasi cosa accada non siete soli: se avete subito un abuso parlatene. Che sia con i genitori o con gli amici, trovate nelle vostre relazioni e amicizie la forza per combattere. Non sarete mai soli, perchè tante persone come voi hanno vissuto esperienze orribili. E’ una storia che, indipendentemente da come viene raccontata, porta un messaggio davvero molto forte, seppur delicato, sul quale è molto importante riflettere.

L’AMBIENTAZIONE

L’intero romanzo è ambientato nel regno di Ikhara, un regno i cui costumi, tradizioni, spiritualità e cibo sono ispirati alla Malesia, un riflesso dell’eredità genetica della scrittrice. Questo ha reso molto interessante il wordbuilding, ho apprezzato molto che al suo interno, nonostante l’ispirazione, ci fossero degli elementi originali come ad esempio le divinità rappresentate. Il regno di Ikhara è diviso in diverse regioni, molte delle quali vengono nominate e collocate geograficamente nel libro. L’unica pecca di questo sistema però, è la totale mancanza di una mappa del regno stesso, in modo da permettere più facilmente al lettore di visualizzare al meglio nella propria mente la divisione del regno. Non avendo una visione chiara di Ikhara si ha quasi l’impressione che il regno non esista affatto, che le regioni stesse siano soltanto frutto dell’immaginazione della scrittrice. Avrei apprezzato molto potere vedere con i miei occhi dove esattamente si svolge la vicenda.

I don’t want an easy life. I want a meaningful one.

LE PAPER GIRLS

Insieme alla nostra protagonista Lei, impareremo a conoscere nuovi personaggi durante il corso della storia: le altre Paper Girls, tra cui Aoki e Wren che diventeranno amiche di Lei, le gemelle Zhin e Zhen, la bella Chenna e le due terribili Mariko e Blue, altezzose e crudeli. La vita di Lei è dettata dalle lezioni che deve seguire per poter diventare una perfetta concubina e dalle feste e incontri serali a palazzo. Il momento che teme di più però è il vero motivo per cui è diventata una Paper Girl,  ovvero intrattenere piacevolmente il terribile Re, momento che si rivelerà un atto cruciale nella storia per quello che accadrà. Non voglio fare spoiler, ovviamente, ma è questo che cambierà completamente il corso del libro. Lei ha una fortissima integrità e cercherà di fare di tutto per mantenerla. Nonostante la paura tirerà fuori tutto il suo coraggio pur di allontanarsi da una vita che non ha mai scelto, che la costringe a fare cose contro la sua volontà, a rifiutare la violenza, l’abuso.

Parlando proprio del personaggio di Lei, nonostante cerchi di essere molto coraggiosa e sia la protagonista principale, non riesco ad apprezzarla pienamente come personaggio, probabilmente per il suo essere a volte un po’ infantile, insistente, a tratti fastidiosa, testarda e con troppa voglia di mettersi nei guai. Molto spesso, infatti, non ho affatto apprezzato il suo modo di comportarsi nei confronti di Aoki e Wren, specialmente quest’ultima. In alcune occasioni si è dimostrata troppo dura, poco comprensiva o riconoscente verso tutto quello che Wren fa per lei. Wren è sicuramente un personaggio che ho apprezzato moltissimo, il mio preferito di tutto il libro. E anzi, sono certa che mi sarebbe piaciuto ancora di più se la protagonista della storia fosse stata proprio lei. Con un animo da guerriera, molto più riflessiva e saggia avrei preferito leggere il suo punto di vista invece che quello di Lei.

CONCLUSIONE

Anche se all’inizio la storia mi sembrava un po’ “già sentita”, andando avanti con la lettura ho apprezzato notare alcuni piccoli twist interessanti. Il libro non manca di colpi di scena, di accorgimenti intelligenti. Ci sono anche molte scene crude, raccontate però con delicatezza, in modo da non far trasparire dettagli fastidiosi. La trama è comunque ben costruita, nonostante alcuni personaggi con poco spessore. In particolare alcune Paper Girls, troppo piatte e prive di personalità oppure eccessivamente stereotipate. Persino il Re non è un personaggio profondo. La sua crudeltà e la sua temibilità deriva soltanto dal suo aspetto e dai suoi atti crudeli. Ogni suo discorso, invece, è sempre estremamente ripetitivo, vuoto. E’ un despota, ma privo di quella crudeltà intelligente che appartiene ai veri cattivi.

Nonostante tutto questo, trovo che la parte fondamentale del libro sia proprio il messaggio che vuole trasmettere, per questo l’ho apprezzato molto. Un tema senza dubbio delicato ma che è giusto che possa avere il suo spazio tra gli adolescenti di oggi, in modo che siano più consapevoli del mondo che li circonda.

Riepilogo
Girls of Paper and Fire è un buon Young Adult Fantasy, soprattutto per coloro che cercano storie con relazioni LGBT e che sono interessate a trovare un personaggio che combatte contro degli abusi. Un libro che tratta temi forti, ma inseriti in un discreto mondo fantastico, pieno di ingiustizie ma anche di coraggio. Nonostante alcuni personaggi con poca personalità è una storia interessante e con un finale che lascia spazio ad un possibilissimo sequel.
Pro
  • Il messaggio importante trasmesso dal libro
  • Il personaggio di Wren
  • L'ispirazione alla tradizione asiatica, quella malesiana in particolare
  • Scrittura scorrevole e di facile comprensione
Contro
  • Alcuni personaggi troppo vuoti e privi di una vera personalità
  • La mancanza di una mappa fisica del regno di Ikhara
  • Il carattere a volte troppo insopportabile di Lei
7
Trama
Personaggi
Ambientazione
Stile di scrittura
Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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