La recensione di oggi è su un libro a cui tengo molto e che ho adorato fino all’ultima pagina. Era sulla mia lista di libri da leggere da mesi prima che uscisse e appena l’ho ricevuto, l’ho divorato. La versione che ho letto è quella originale, in inglese, ma per gli interessati, dal 30 novembre 2019 è disponibile in italiano per Mondadori con il titolo di Il Priorato dell’Albero delle Arance.
The Priory of the Orange Tree di Samantha Shannon è un libro fantasy, appartenente in particolare alla categoria degli high fantasy o fantasy epici. E’ ambientato in un mondo sull’orlo della guerra e diviso da tensioni politiche e religiose tra Est e Ovest. La guerra in arrivo è scatenata dal risorgere di un’antica minaccia: i draghi dell’Ovest, esseri che sputano fuoco e bramano potere con una lunga storia di violenze contro gli umani alle spalle. Ad Est, invece, i draghi sono creature completamente diverse. Vengono venerati come dèi, sono associati all’acqua e vivono nei pressi di mari e fiumi. Due potenze contrapposte, bene e male. Il punto di vista della storia verrà narrato da quattro personaggi diversi, le cui vite si intrecceranno per giungere insieme alla resa dei conti finale.

I PERSONAGGI
Chi sono, quindi, i quattro narratori della storia? Abbiamo Tanè, una ragazza con la forte ambizione di diventare un Cavaliere dei Draghi che vive nell’isola di Seiiki, nei territori dell’Est. C’è poi Niclays, un alchimista esiliato sulla minuscola isola di Orisima dopo aver ingannato Sabran, la Regina del regno di Inys, nell’Ovest. La terza è la fantastica Ead, dama di compagnia alla corte della Regina Sabran ma anche segretamente una maga con il potere di controllare il fuoco. L’ultimo, ma non meno importante è il nobile e fedele Loth, migliore amico di Sabran. Quest’ultima è anch’essa una delle protagoniste principali di questa vicenda. Sabran è legata alla tradizione per cui deve concepire una figlia e non interrompere la dinastia dei Berethnet perché è quello l’unico modo per tenere a bada la minaccia draconica. Tutti i personaggi di questa storia hanno una loro forte personalità e una coerenza che viene mantenuta dall’inizio alla fine. Sono personaggi solidi, ricchi di qualità ma anche debolezze, sono umani ed estremamente realistici. Portano con loro segreti e grandi ambizioni, sono fedeli e lottano per i loro ideali.
No woman should be made to fear that she was not enough.
I DRAGHI
Come ho anticipato nell’introduzione, in Priory esistono due tipi di draghi: quelli dell’Ovest e dell’Est, i quali hanno caratteristiche completamente diverse e contrapposte. I draghi dell’Ovest sono creature molto violente e si presentano nella classica forma mitologica: creature enormi e sputafuoco, senza però nessuna inclinazione a costruire la loro casa sopra una montagna di oro. Bramano soltanto potere e distruggeranno qualsiasi cosa pur di averla. La minaccia più grande è generata dal risorgere del Nameless One, Il Senza Nome, il quale mille anni prima era stato intrappolato nelle profondità dell’oceano. Insieme a lui, altri suoi fedeli formano un potente esercito, pronti a massacrare chiunque non voglia piegarsi al loro volere. Ad Est, invece, i draghi sono creature completamente diverse e si ispirano molto alla cultura cinese e giapponese. Hanno un contatto diretto con l’uomo e in particolare con i loro Cavalieri, uomini e donne addestrati per guidarli in battaglia. Sono esseri gentili e molto saggi, pronti a sacrificarsi per il bene superiore. I draghi dell’Ovest e dell’Est sono degli opposti, come il bene e il male. Un dualismo che si ritrova anche nel sistema magico della storia di cui parlerò più avanti.

Illustrazione di Emily Faccini delle otto Casate del romanzo
UN MONDO VASTO, TUTTO DA SCOPRIRE
L’ambientazione è straordinaria: l’intero mondo è diviso tra Ovest, Est e Sud, con innumerevoli regni e domini. Tra i più importanti vi sono il Regno di Inys (che in lingua originale è un Queendom, a sottolineare l’ereditarietà di Regine che prosegue da oltre mille anni), il Regno Draconico di Yscalin dove si trova il malvagio Re Sigoso; il Dominio di Lasia a Sud, nel quale si trova il Priorato dell’Albero delle Arance, che dà il nome al libro; ad Est, la già nominata Seiiki e l’Impero dei Dodici Laghi, guidato da Dranghien VI, l’Imperatore Incessante. Ogni angolo di questa terra creata dalla mente brillante di Samantha Shannon è perfettamente studiato, niente viene lasciato al caso. Ogni regno ha una sua propria lingua, ci sono culti e religioni diverse, un diverso modo di pensare e vedere le cose. E’ un mondo ricco e vasto e durante la lettura è impossibile non voler conoscere ogni singolo centimetro di esso, ogni particolarità, ogni cultura. E’ sicuramente anche questo un valore aggiunto di questo libro: aver creato tanta diversità e varietà ma anche tanta profondità ad un universo letterario molto solido.
All stories grow from a seed of truth. They are knowledge after figuration.
LA STORIA DI SAN GIORGIO E IL DRAGO IN CHIAVE FEMMINISTA
Tra le varie ispirazioni dell’autrice, la più importante è senza dubbio la storia di San Giorgio e il drago, rivisitata in chiave squisitamente femminista. Samantha ha preso spunto da varie versioni della storia tra cui quelle incluse nella Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine (Arcivescovo di Genova nel XIII secolo), nel The Renowed History of the Seven Champions of Christendom di Richard Johnson e nel Codex Romanus Angelicus. Il femminismo proposto dalla Shannon non è presuntuoso o arrogante, anzi, viene trattato con incredibile delicatezza, presentando al contempo donne molto forti e determinate. Il ruolo delle protagoniste femminili qui è fondamentale e si intreccia ad altri temi molto importanti, tra cui l’autoaffermazione di sè, la volontà del controllo del proprio corpo, le paure di una madre con delle responsabilità; i temi dell’indipendenza, anche nella scelta del proprio compagno di vita. Nel libro infatti, la Regina Sabran rifugge dal matrimonio combinato ed è lei a decidere per sè stessa. Donne indipendenti e forti, ma che collaborano con gli altrettanti uomini forti della storia, come loro pari. L’opera della Shannon si è ispirata a molti altri miti e leggende come ad esempio anche quella di Hohodemi come scritta nel Kojiki e Nihongi. Tra le influenze del romanzo possiamo citare anche The Faerie Queene, un poema epico di Edmund Spenser, allegoria delle virtù cristiane.

UN FANTASY EPICO COME NON SE NE VEDEVA DA TEMPO
Il romanzo di Samantha Shannon è sempre ricco di sorprese e di elementi che riprendono sì il classico genere high fantasy ma allo stesso tempo si fondono con temi molto moderni. E non parlo solo di donne indipendenti e di femminismo, ma anche di storie d’amore LGBT, di cui non posso parlarvi molto altrimenti sarebbe spoiler, ma posso assicurarvi che Samantha ha svolto un ottimo lavoro anche su quel fronte. Il modo in cui descrive amori passati e amori che nascono è straordinario e molto coinvolgente. Altri temi che riflettono la società moderna che potrete trovare riguardano la religione, che spesso può dividere, ma come insegna questo romanzo, ci si può riunire anche avendo diverse credenze: non è quello che deve fermarci dal creare alleanze o relazioni con persone appartenenti ad altri popoli. Un argomento che invece non ha tempo è la spasmodica ricerca della vita eterna, rallentare l’inevitabile fine umana. Ed è proprio di questo che tratta la quest del brillante ma opportunista alchimista Niclays.
ERMETISMO E MAGIA
Il sistema magico al quale veniamo pian piano introdotti nel romanzo si rifà ad uno dei concetti principali dell’Ermetismo: così sopra come sotto. In questo caso il “sotto” si riferisce al potere del fuoco dei draghi e delle viverne, che viene dal centro della terra. Il “sopra”, invece, è la magia delle stelle, dalla quale vengono generati i draghi dell’Est. Il mondo di Priory è interamente dipendente da queste due forze che potrebbero creare soltanto caos se non mantenute costantemente in equilibrio.



