10 + 1 buoni motivi per cui vale la pena giocare a Lost Ark (Parte 1)

Se siete qui, probabilmente già saprete che l’11 Febbraio scorso Lost Ark, il nuovo MMORPG della software house sudcoreana Smilegate è stato finalmente rilasciato anche in tutta Europa, Nord e Sud America. E se avete aperto questo articolo, magari vi interessa sapere perché ci sono ben più di 10 ragioni per provarlo. Siete effettivamente nel posto giusto! Perché scrivere un articolo del genere e non una classica recensione? Beh… perché è impossibile. Sì, avete letto bene. Scrivere in una soluzione unica e in modo esaustivo una recensione di Lost Ark è letteralmente impossibile. Vi chiederete: perché? Ecco. Il fatto è che ci sono troppi elementi di cui parlare. Lost Ark non solo è un MMORPG, ma è anche bello ricco. È proprio zeppo di contenuto. Stracolmo, tanto da rendere quasi spaesati, talvolta. E sviscerare ogni feature del gioco per farne una recensione completa significherebbe scrivere un qualcosa con minimo 10.000 caratteri e probabilmente nessuno vorrebbe leggerli. Rischierebbe anche di diventare effettivamente noioso. E quindi ecco a voi: 10 +1 buoni motivi per cui – secondo me – vale la pena giocare a Lost Ark. Come vi accorgerete da questa disamina, gli argomenti da trattare sono numerosi e sarà impossibile scendere nel dettaglio per ognuno di essi in questa sede. Qualora però ci sia un elemento su cui vorreste che io mi soffermassi, approfondisca e spieghi più nel dettaglio, sarà ben lieta di farlo sia su questo sito che magari altrove.  Altra piccola postilla prima di iniziare: visto il tono dell’articolo è ovvio che non vi si possa aspettare che io ne descriva anche i difetti. E ce ne sono, sarebbe stupido negarlo. Solo che in questo caso mi andava di esaltare i pregi di un MMORPG che a mio parere è un vero gioiellino e che se siete fan del genere dovete assolutamente almeno provare. Let’s go.

1. Una lore interessante

Nonostante a primo impatto la storia di Lost Ark possa sembrarvi banale e già vista, personalmente credo sia stata costruita molto bene e in modo molto più profondo rispetto a tanti altri videogiochi di genere. Sì, lo so, siamo i prescelti per portare a termine una missione che possa evitare il collasso e una guerra feroce in tutto il regno. Insomma, tocca fare quasi tutto a noi per salvare la situazione, ma questo è un topos di moltissimi RPG in generale. Quello che ho apprezzato è che dietro al mondo di gioco ci sia una storia estesa nel tempo e coerente. Non necessariamente complicata ma comunque perfettamente funzionale al gioco. Se siete curiosi di scoprire la trama: Il regno in cui ci troviamo è Arkesia, mondo dove all’inizio dei tempi regna l’ordine e la luce. Ma questo non è l’unico mondo creato dal dio Regulus. Egli, per mantenere l’equilibrio, crea anche Petrania, il regno del caos e dell’oscurità. Arkesia prospera grazie al potere dell’Arca divisa in sette pezzi, una per ogni divinità. Quando Arkesia e Petrania rischiano di distruggersi a vicenda, vengono creati i Guardiani per riportare la pace. Nel frattempo, dall’oscurità di Petrania emerge il temibile Kazeros, Signore dell’Abisso. Egli crea una legione di demoni in attesa di poter finalmente diffondere il caos su Arkesia. Data l’assenza degli dei, il Sacrian Order cerca di appropriarsi del potere di tutti i frammenti di Arca. Questo risveglia i Guardiani, che puniscono severamente il Sacrian Order e tutti i suoi alleati. Purtroppo, però, si apre una frattura dimensionale che permette a Kazeros di invadere Arkesia e realizzare così il suo obbiettivo. I Guardiani utilizzano il potere dell’Arca per chiudere la frattura e imprigionare Kazeros in un vulcano. Dopodiché, nascondono i sette pezzi di Arca in tutti i continenti di Arkesia, nella speranza di tenerli al sicuro. Per oltre 500 anni regnerà la pace su Arkesia, ma sarà una pace destinata a non durare ancora a lungo. La minaccia di Kazeros torna a farsi sentire: i suoi alleati possono ancora invadere Arkesia e il vulcano in cui è intrappolato Kazeros sta per eruttare. Inizia così la nostra avventura alla ricerca dei sette frammenti di Arca per scongiurare una nuova devastante guerra.

Il dungeon del Phantom Palace presidiato da Brelshaza è, finora, il mio preferito!

2. Non solo Fetch Quests

Quello che spesso infastidisce di alcuni MMORPG sono le quest: spesso soltanto una lunga serie di fetch quests che bene o male si assomigliano tra di loro e aggiungono veramente poco alla trama. Su Lost Ark esistono anche quelle, ma c’è anche tanto di più. Le quest seguono perfettamente la nostra missione principale: trovare i sette frammenti di Arca. Viaggeremo in tutti i continenti per farlo, aiuteremo popoli e NPCs che talvolta ci faranno da spalla. Lo faremo in mille modi diversi, è questo il bello: infiltrandoci in sette pericolose, rimpicciolendoci per poter aiutare i teneri Mokoko oppure affrontando piccoli pezzi di quest che servono a far ritrovare la fiducia in loro stessi ad alcuni personaggi. Il tutto con meccaniche diverse e sempre originali, talvolta avendo anche la possibilità di fare delle scelte (ma che non hanno un effettivo peso sul corso della storia). Se ci travestiamo da membro di una setta avremo delle abilità diverse dalle solite. Se ci rimpiccioliamo avremo bisogno di una cavalcatura diversa e che potremo usare solo in quella occasione. Ogni quest è unica nel suo genere, ogni missione è sempre diversa e ha uno scopo diverso. Talvolta dovremo affrontare anche dei dungeons relativi alla quest principale che si risolvono in appassionate boss fights finali. Alcune più memorabili di altre, certo, ma pur sempre divertenti e con la loro buona dose di challenge. Alcuni di questi dungeons hanno delle meccaniche particolari e uniche, mai viste nei precedenti. Il mio preferito al momento è quello del Phantom Palace di Rohendel, se lo giocherete, saprete cosa intendo.

La mia Gunslinger Riinari con la quale sto giocando in Endgame

3. Tante classi e subclassi tra cui scegliere…

..e molte altre sono in arrivo! Lost Ark conta un totale di 5 classi che si dividono in ulteriori 15 subclassi, tutte estremamente diversificate tra loro e che danno la possibilità ad ogni giocatore di scegliere la modalità di gameplay che è più congeniale. Oppure di provarle tutte per trovare quella che davvero fa al caso proprio, perché no. Le classi disponibili sono: Guerriero (con relative sottoclassi: Berserker, Paladino, Gunlancer); Martial Artist (Striker, Wardancer, Scrapper, Soulfist); Gunner (Gunslinger, Artillerist, Deadeye, Sharpshooter); Mage (Bard, Sorceress); Assassin (Shadowhunter, Deathblade). Quindi, che abbiate una predilezione per personaggi tank (i guerrieri) , melee con armi o senza (asassins e martial artists) o ranged con armi o magia (gunners e mages), potete sicuramente trovare la classe che fa per voi. Ogni sottoclasse ha il suo personale arsenale di attacchi, tutti personalizzati e diversi tra loro. Il consiglio è quello di studiare bene tutti i video presenti sul canale YouTube di Lost Ark dedicati per capire quale potrebbe fare al caso vostro. Il gioco permette comunque di creare diversi personaggi, quindi se cambiate idea in corso d’opera, non preoccupatevi. Vi siete innamorati di più di un personaggio e volete che raggiunga l’ “endgame” (capirete nei prossimi punti perché ho messo le virgolette) velocemente senza dover rifare tutte le quests? Lost Ark vi dà la possibilità di farlo grazie a due Powerpass: un pass speciale in grado di far arrivare il vostro personaggio al livello 50 immediatamente e poter continuare a livellarlo da lì. Tutte le sottoclassi sono gender-locked. Significa che ogni sottoclasse è legata ad un genere specifico (maschile o femminile), senza la possibilità di scegliere. Per esempio: le Gunslinger sono solo personaggi femminili mentre i Paladini sono solo personaggi maschili. Può far storcere il naso, ma pare che in futuro questa limitazione verrà risolta. Così come in futuro, come accennavo all’inizio, verranno aggiunte nuove sottoclassi che potete vedere qui. Quindi attentə a non sprecare tutti i vostri Powerpass adesso, in caso tra le classi in arrivo ce ne sia qualcuna che vi interessa! Un’altra chicca che secondo me in un videogioco del genere è assolutamente apprezzabile è che ogni classe ha anche la sua backstory. Non tutti sono nati nello stesso continente, non tutti hanno lo stesso background, la stessa storia. Come è anche giusto che sia. Questo fa sì che ogni classe abbia la propria identità specifica, un passato ben delineato e un certo tipo di cultura alle spalle. Se siete curiosi di scoprire, prima di iniziare a giocare, quale sia il background da cui parte la vostra classe scelta, potete dare un’occhiata a questo video.

L’aspetto dello Skill Tree

4. Un sistema di combattimento vario

Come dicevo nel punto precedente, ogni sottoclasse ha il proprio sistema di combattimento, ognuno diverso dall’altro. Progredendo nel gioco è possibile sbloccare nuove abilità da potenziare con un ramo delle abilità davvero semplice e intuitivo. La “difficoltà” sta solo nel capire quale sia la build migliore per ogni situazione, che sia per il PvP o il PvE. Il gioco stesso ne suggerisce alcune, in modo da essere d’aiuto anche ai neofiti del genere. Se avete bisogno di più build, avete la possibilità di creare fino a 10 preset diversi, per ogni occasione. La build specifica per il PvP, però, potrete modificarla solo nel Book of Coordination che vi verrà dato in dotazione. Senza dubbio alcune delle abilità a disposizione non solo sono particolarmente efficaci ma hanno anche il loro grado di spettacolarità. Insomma, una volta entrati nel gioco è difficile non credere di essere degli eroi molto fighi con abilità davvero particolari. Ogni classe ha peculiarità diverse: la Gunslinger (ma anche il Deadeye), per esempio, ha a sua disposizione tre tipi diversi di armi da fuoco: doppia pistola, fucile a canne mozze e fucile di precisione. Tutte e tre liberamente switchabili con un tasto durante il combattimento e tutte e tre provviste di numerose abilità dedicate. La Deathblade, invece, possiede tre spade che però vengono usate in sincrono senza abilità specifiche dedicate a ognuna di esse. La sua particolarità sta nell’avere un’abilità definitiva che si ricarica progressivamente durante il combattimento da usare come mossa finale. Insomma, Lost Ark permette ad ogni giocatorə di saziare la propria fame di combattimento nel modo che ritiene più opportuno ma soprattutto più divertente. Combattere contro i boss è una delle attività più appaganti: sono tanti e ognuno di loro ha movesets diversi e decisamente letali, se non si fa attenzione. Li ho sempre trovati però molto bilanciati e mai impossibili da sconfiggere o eccessivamente frustranti. Ciò che conta è avere l’equipaggiamento sempre bel livellato e non si dovrebbero avere problemi.

Uno dei numerosissimi esempi di splendide ambientazioni. Questa in particolare, è Rohendel!

5 Ambientazioni curate e una piacevole attenzione all’estetica

Un altro dei numerosi punti di forza di Lost Ark è sicuramente la notevole varietà di ambientazioni. Ogni continente ha le sue specifiche caratteristiche, così come le diverse città e regioni che vi fanno parte. Per ogni giocatorə vedere un mondo di gioco altamente ispirato e ricco di peculiarità non può che fare piacere. La nostra avventura inizia a Prideholme nel continente di Rethramis, passando per le miniere saline di Yudia fino ad arrivare nell’Ovest e poi nell’Est Luterra, dove troveremo la nostra prima, grande città, il Castello di Luterra. L’ispirazione di queste ambientazioni è una delle più classiche del mondo fantasy. È spostandoci negli altri continenti che troviamo ancora più varietà e i nostri occhi iniziano a riempirsi di meraviglia sempre di più. Dopo aver lasciato Luterra, approdiamo nell’isola di Tortoyk, dove abitano i Mokoko, piccoli esserini simili a folletti. È per aiutare loro che dovremo rimpicciolirci a dismisura entrando in un villaggio che a tratti manda delle potenti Alice nel Paese delle Meraviglie vibes. Non solo per il gesto di bere una pozione per rimpicciolire, ma per la presenza di carte da gioco sparse per il terreno e orologi da taschino. Ad Anikka si respira aria di Sol Levante. Un continente ricco di glicini, alberi di ciliegio e architettura che rimanda immediatamente al territorio nipponico. Arthetine è il continente tecnologico, a tratti Steampunk. Tutto fumo, ingranaggi, robots, invenzioni e tecnologia avanzata. Vern è un luogo idilliaco pieno di pace, ai piedi delle meravigliose e magiche montagne Balankar. Il posto che sicuramente scegliereste per una vacanza. Lo Shushire è una regione immersa tra ghiaccio e neve, un territorio grezzo e spoglio. Dopotutto, in una regione così non può crescere moltissima vegetazione. L’isola di Rohendel ricorda quasi Granburrone: uno splendido locus amoenus ricco di corsi d’acqua, alberi dai colori brillanti, una natura incredibile e bellissima. Ma su Lost Ark c’è questo e molto, molto altro. Descrivere ogni luogo è un’impresa impossibile, vista la loro quantità infinita e infinitamente variegata. E poi questo punto sta diventando piuttosto lungo e vorrei annoiarvi il meno possibile. Oh, a proposito di lunghezza: non ho finito. Perdonatemi. Per quanto riguarda l’estetica ci tenevo anche a menzionare anche quella dei nemici: siano essi semplici mob da affrontare per le quests più semplici, sia i veri e propri boss che in genere concludono l’avventura in un determinato continente. Anche in questo caso possiamo notare una bella varietà di bestie di tutti i tipi e di demoni dalle fattezze umane davvero ben caratterizzati, anche in termini di lore e non solo gameplay.

[To be continued… L’articolo è una “Parte 1” perché sarebbe stato impossibile scrivere un articolo di lunghezze ragionevoli con tutti i 10 +1 punti. Ci vediamo venerdì prossimo (08/04) per la seconda parte!]

È uscita la seconda parte!

Alcune bonus pics perché… why not?

Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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