Cult of the Lamb: le prima impressione su un roguelike dissacrante al punto giusto e con tantissimo da offrire

Per chi mi segue su Twitch sa che dal mese scorso ho iniziato la mia run su Cult of the Lamb e oggi sono qui per raccontarvi (sempre a modo mio, senza fare una recensione canonica) perché secondo me è un gioco interessante che vale moltissimo.

Cult of the Lamb è quel gioco difficile da ascrivere ad un solo genere in particolare. Questo perché è un gioco nato dalla commistione di generi diversi che però creano un’alchimia unica. Ed è proprio questo a renderlo speciale. I vari generi sono stati amalgamati così sapientemente da rendere il gioco intrigante, divertente e una sorpresa continua.

Cos’è, quindi, Cult of the Lamb?

Partiamo dal principio. Tutto inizia perché una misteriosa divinità ci salva da morte certa mentre stiamo per essere sacrificati. In cambio della salvezza, veniamo incaricati di creare un culto in suo nome. Possibilmente con quanti più accoliti possibili. Ma non solo: la nostra missione è anche quella di liberare il nostro benefattore dalle catene che lo tengono imprigionato. Punizione inflittagli da quattro vescovi dell’Antico Credo, coloro che dovremo sconfiggere dungeon dopo dungeon.

Da questo momento in poi, la nostra nuova vita da capo di un culto diventa estremamente impegnata. Dopotutto abbiamo una missione importante da mandare avanti, non possiamo stare con le mani in mano.

Ci avventuriamo quindi nei vari dungeon, che in pieno stile roguelike cambieranno disposizione e contenuto delle stanze ogni volta che li affronteremo, anche ripetutamente. Ogni volta dovremo superare nemici, raccogliere armi, andare dalla signora delle carte per pescarne una che possa darci statistiche e bonus speciali. Potremo trovare risorse oppure dover salvare altre sventurate bestioline dall’ennesimo sacrificio. Tali bestioline indifese diventeranno poi nostri seguaci, grati come non mai di aver avuto la vita risparmiata. Dopotutto, siamo buoni, magnanimi e… posseduti da una divinità di cui conosciamo ben poco. Però la gratitudine prima di tutto. Alla fine dei dungeon arriveremo ad affrontare vari boss e alla fine di un’area “controllata” da uno dei famigerati quattro Vescovi dell’Antico Credo, affronteremo proprio loro in persona.

Volete sapere una cosa divertente? Dopo aver sconfitto ogni boss, questo non muore davvero. Si trasforma in un mostriciattolo dall’aspetto piuttosto adorabile per essere tale e beh, ci chiederà di avere pietà di lui e accettarlo all’interno del nostro culto. Abbiamo proprio un cuore enorme.

Una cosa che apprezzo davvero tanto di Cult of the Lamb è che non è mai davvero frustrante. Anche se si muore durante un dungeon non pesa davvero così tanto ricominciarlo. Il gioco è così divertente e stimolante che è difficile perdersi d’animo o provare l’istinto di gettare il controller fuori dalla finestra, come invece accade per altre opere simili. Questo proprio perché di cose da fare sono tante, tutte diverse tra loro, tutte comunque importanti per il proseguimento del gioco. Tutte perfettamente allineate con la nostra nuova missione di vita.

Potrete anche personalizzare il nome del vostro culto!

Il tempo su Cult of the Lamb è scandito dai giorni che si alternano tra giorno e notte. E ogni giorno non c’è soltanto qualche dungeon da affrontare. Come dicevo prima, abbiamo un culto da mandare avanti e di certo non si manda avanti da solo. Ed ecco che entra in campo un’inaspettata ma graditissima componente gestionale del gioco. La nostra responsabilità ricade anche su tutti i seguaci che hanno deciso di unirsi alla nostra buona causa. Dovremo quindi occuparci di dar loro da mangiare e quindi creare un raccolto, raccogliere provviste e cucinare loro piatti appetitosi. Anche se, beh, ci sarà sempre qualcuno dei vostri accoliti che vi chiederà di preparare piatti… davvero fuori dall’ordinario. Ma voi non preoccupatevi, voi assecondate le loro richieste che tanto apprezzeranno con gioia.

Una delle statistiche a cui bisogna stare attenti è appunto la fame dei seguaci: se il livello si abbassa troppo rischiano di morire di fame. E un leader buono e generoso come siamo noi non vorrebbe mai una cosa del genere per le sue creature. Dovrete costruire loro dei giacigli che potrete anche aggiornare man mano che sbloccherete nuove strutture da posizionare sul terreno della vostra base. Inoltre, potrete incaricare i vostri seguaci di raccogliere legna, pietra e di spendere qualche minuto in una fervente preghiera per voi. Più pregano, più possiamo sbloccare nuovi upgrade e strutture per rendere la vita nel culto la migliore possibile.

Come volete iniziare la giornata? Sermone? Rituale? A voi la scelta!

Gli abitanti di questo piccolo villaggio dopo aver mangiato molto probabilmente dovranno andare di corpo. Dopotutto, è tutta roba naturale. Per i primi tempi però, dovrete essere voi a raccogliere i loro ricordini. Eh sì, vi tocca. E dovete proprio farlo, altrimenti l’altra statistica importante, la salute, si abbassa e rischiate di far ammalare tutta la compagnia. Poi arriverà il giorno in cui potrete dare loro un bagno e insegnare loro a pulire da soli e sarà un bel giorno, ve lo garantisco.

La statistica più importante a cui prestare sempre la massima attenzione, però, è la fede. Anche piuttosto ovvio, no? Alla fine stiamo parlando di un culto dove si prega giorno e notte per il nostro magnanimo salvatore. Ed ecco, la fede incrollabile dei nostri seguaci deve essere nutrita costantemente. Se non lo farete, le creature che avete accolto con tanto amore perderanno la fede in voi e se ne andranno. E questo non possiamo permettercelo. Dobbiamo meritarci ogni giorno di avere qualcuno che ci adora così tanto, non possiamo dare nulla per scontato.

Per continuare ad alimentare la brillante fiamma della Fede ci sono tante cose che possiamo fare. Innanzitutto, ogni giorno possiamo fare un bel Sermone. Non c’è niente di meglio che vedere i propri seguaci alzarsi al mattino e, dopo aver offerto loro la colazione di zuppa di zucca, invitarli a seguirti nella chiesa appositamente costruita. Se poi è una giornata in cui ce n’è particolarmente bisogno, possiamo svolgere uno splendido Rituale. Di rituali disponibili ce ne sono quanti volete. Risuscitare un vecchio membro della compagnia? Fare un banchetto che riempia la pancia dei seguaci per giorni? Volete sposarvi? Sì, avete letto bene. Su Cult of the Lamb potete prendere in sposə qualsiasi dei vostri seguaci. Anche più di uno (ma attenti che gli altri si ingelosiscono, poi). E tutto questo farà brillare la fede in voi come non mai.

Come non parlare quindi dei personaggi, i vostri seguaci, che vi faranno compagnia durante questo viaggio? Ogni volta che salverete una povera anima dal sacrificio e lo condurrete nello sfavillante mondo del vostro culto, avrete la possibilità di sceglierne il nome, l’aspetto, il colore e anche qualche dettaglio. E grazie al DLC, avrete la possibilità di ottenere delle skin extra per i vostri personaggi. Tra queste, anche quella da bombo. Capite perché per me è già GOTY?

Ogni membro avrà delle caratteristiche differenti che determineranno il modo in cui si comporteranno durante la loro permanenza nel culto, fino alla loro morte (sì, purtroppo ad un certo punto giunge la loro ora. Ma tanto puoi sempre riportarli in vita quando vuoi). E saranno accoliti fedelissimi, anche se ogni tanto qualcuno di loro perderà la testa e inizierà a diventare un maledetto dissidente. Non preoccupatevi: potrete rimetterlo in riga dicendogli parole giuste e sagge direttamente dalla prigione dove lo avrete opportunamente collocato.

I vostri accoliti di tanto in tanto vi daranno delle piccole quests da portare a termine, sempre per dimostrare quanto voi siate il leader più illuminato e potente che esista sulla terra. Potete accettare o rifiutare, ma se rifiutate ovviamente il livello di fede si abbasserà inesorabilmente. E lo stesso accadrà se non porterete a termine la quest entro il tempo che vi viene dato. Le quests non sono particolarmente difficili. Ma sono un bel tocco al gameplay perché creano dinamiche interessanti all’interno della storia e della vita all’interno del culto. Tipo per esempio un seguace che viene a chiederti di sposare suo fratello. Tu lo fai e poi dopo un po’ viene a confessarti che è innamorato di te e ti chiede di sposarlo. Così tu accetti perché sia mai che cali la fede e così ti ritrovi in un magico triangolo che non avevi considerato. Tratto da una storia vera.

Una splendida immagine di io mentre bacio mio marito 💜

In generale, il livello di difficoltà del gameplay non è davvero elevato (io sto giocando a normale) e una volta capito il pattern di attacco dei nemici o dei boss non è troppo impegnativo proseguire nei dungeon. Credo sia anche questo ciò che lo rende un gioco assolutamente non frustrante ed eventualmente adatto anche a chi non ha mai messo le mani su un titolo di questo genere.

Impossibile non parlare anche della grafica: infinitamente adorabile e ben curata. Come fai poi a non scioglierti di fronte agli occhioni del tuo personaggio e di tutti gli altri? Personaggi carini e coccolosi immersi in un mondo di demoni e possessioni. Due elementi agli antipodi, ma estremamente vincenti. E sì, l’ambiente è assolutamente dissacrante, ma anche questo è uno dei punti forti del gioco. Anche perché non si finisce mai davvero nella blasfemia.

Quindi, vi ho convinto ad iniziare a creare il vostro Culto personale? Fatemi sapere se lo conoscete, se eventualmente no e lo vorrete giocare! Intanto, se volete seguire le mie avventure…

Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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