Volevo staccare un po’ dai libri che leggo solitamente, i fantasy e gli young adult. Volevo allontanarmi un po’ soprattutto da questi ultimi, ogni tanto fa bene. Così, inizio a spulciare il catalogo della BAO Publishing. Mi faccio guidare dall’istinto e mi imbatto ne I doni di Edo di Koichi Masahara. Cattura la mia attenzione. Lo prendo. Lo leggo.

I doni di Edo è un manga molto particolare: si tratta di un volume autoconclusivo contenente nove storie, secondo la tradizione del jidai-geki (genere usato anche nel cinema), tutte ambientate nel periodo Edo, anche conosciuto come periodo Tokugawa.
I protagonisti delle vicende sono di diverse classi sociali e ognuno di loro ha un messaggio importante da trasmettere al lettore. Che sia il perdono, la ritrovata voglia di vivere e reagire ad una violenza subita, il rapporto tra padre e figlio o il voler mettere da parte l’amore per inseguire una carriera predestinata. Ciò che colpisce profondamente è ritrovare in queste persone dubbi e problematiche che sembrano appartenere ad un’era passata ma che in realtà sono straordinariamente contemporanee. E’ incredibile poter ritrovare un pezzo di sé stessi tra le vie dell’antica Tokyo. Se letto in periodi particolari della propria vita, è sicuramente un manga che aiuta a ritrovare la speranza, a pensare che non è ancora tutto perduto, che una strada migliore c’è sempre.
L’obbiettivo di Masahara, come spiega lui stesso, era quello di “raccontare la contemporaneità attraverso le vicende del passato, infondendo fiducia” e per quanto mi riguarda ci è riuscito benissimo, toccandomi il cuore in diverse storie, grazie alla narrazione semplice ma efficace e capace di toccare con enorme sensibilità le corde emotive del lettore.

Non sono un’esperta di manga, lo ammetto, ma ho apprezzato moltissimo lo stile di Masahara, chiaro e pulito. Le espressioni rendono le emozioni dei personaggi vivide e reali. Così come la precisione certosina nei dettagli del paesaggio e degli ambienti rende totale l’immersione nelle vicende, tavola dopo tavola. Una piacevole chicca è il suo modo di far risaltare i protagonisti delle storie, con tratti più dolci e armoniosi rispetto anche alla rappresentazione di alcuni personaggi negativi, che appaiono quasi senza tratti specifici, come se non dovessero rimanere impressi nella mente del lettore.

Un altro aspetto che ha reso questo manga molto interessante per me è la minuziosa ricerca storica di Masahara. Con le sue storie ha saputo raccontare numerosi aspetti storici, usi e costumi del periodo Tokugawa, senza mai apparire pesante e con un’incredibile naturalezza. Si può dire che I doni di Edo sia anche un manga istruttivo, non solo perché mi ha fatto conoscere realtà che ignoravo, ma anche perché mi ha spinto a documentarmi ancora di più sul periodo Edo e la storia giapponese in generale.

Sono rimasta sorpresa da quanto mi abbia colpito questo manga e da come, sembra davvero strano dirlo, mi sia piaciuto sempre di più anche dopo averlo finito di leggere, dato che ho continuato a pensarci e a rimuginare sulle storie dei personaggi. E’ come assaggiare qualcosa che non sai se ti piace o meno, ma appena mandi giù il primo boccone avverti quel sapore particolare ma piacevole che non avevi mai sentito prima.




Xama (그사마)
Non mi aspettavo una recensione su un manga ADOROOOOO *_________* La copertina mi ha ricordato Dororo e non so perché ma ocei LOL Non l’ho mai sentito ma anche dai disegni sembra fatto con tanta cura *_* Poi il fatto che ci siano tante storie all’interno di un unico volume è pudoso (scusa ma mi è scappato il demonkolese AHAHAHAHAH) originale *_*
Basi basi <3<3<3(Comun anche le foto scattate sono A DO ROH 😉 <3<3<3)
SARA
Mi piace poter ampliare i miei orizzonti di lettura e infatti voglio leggere molte più graphic novels e manga! *-* La cura è notevole, non solo nei disegni ma anche nella ricerca storica 💜 Sono contenta che ti siano piaciute anche le foto, grazie grazie mille 🙏