Come molti di voi sapranno, stanotte si è svolto lo State of Play, evento PlayStation volto ad annunciare o approfondire alcune delle prossime uscite videoludiche. Gli ultimi eventi simili sono stati sempre un po’ privi di mordente e quasi… noiosetti. Non avevano catturato particolarmente la mia attenzione. Questo però…! Nel complesso è stato un bello State of Play, pieno di videogiochi interessanti e molti hanno stuzzicato in me quella voglia matta e pungente di avere alcuni giochi subito, di provarli immediatamente. Quella genuina curiosità e puro entusiasmo che spesso si provano ad eventi simili (spesso, ma non sempre, appunto) e che rappresentano uno degli aspetti più belli di essere appassionatə di videogiochi. Quindi, ecco quali sono quei giochi che mi hanno fatto partire immediatamente il prurito alle mani.
Stray
Ah ecco, partiamo da uno dei preferitissimi e che aspetto da tanto. Stray è la prima opera di BlueTwelve Studios, che ha dimostrato un grande amore per questo progetto e anche per i gatti. Hanno studiato filmati su filmati sui comportamenti di questi adorabili felini per offrire al giocatore l’esperienza migliore possibile. Insomma, è un gioco che ha richiesto moltissimo lavoro e tantissima dedizione da parte del team di sviluppo ed è qualcosa che traspare assolutamente dal trailer mostrato. Stray è un’avventura in terza persona dove impersoneremo, appunto, un gatto randagio che tenta di ritrovare la sua famiglia dopo essersi ritrovato in un mondo pieno di robots. Per tutto il viaggio, saremo accompagnati da B-12 (che non è la vitamina), un drone che tradurrà il linguaggio dei robots per noi e ci farà anche da inventario. La prospettiva di interpretare un gatto è davvero interessante e qualcosa di diverso da ciò a cui siamo più abituati. Sono molto curiosa di scoprire le interazioni che quindi si creeranno, non solo con i personaggi e i nemici che incontreremo ma con tutto il mondo circostante. Stray sembra proprio essere il gioco che tutti gli amanti dei gatti si meritano. E poi come si fa a resistere ad un tenero gattino? L’internet stesso è la dimostrazione che no, non puoi resistere ai gattini. Quindi evviva Stray ed evviva il fatto che esca tra poco più di un mese, il 19 luglio! Miao!
Final Fantasy XVI
Questa è la bombetta finale che hanno sganciato all’evento. Quella che: “Pensavate di aver visto tutto oggi, eh? Einvece no, beccatevi questa! HAH!” Con il sottotitolo de “Così la smettete di lamentarvi che gli State of Play sono brutti”. Ecco, questa è quella granata che arriva a fine serata e ti lascia a bocca aperta sulla sedia mentre urli e poi inizi a strapparti i capelli perché appare un doloroso “Summer 2023” come uscita. Ah, queste lunghe attese. Quasi come quelle dolci e amare per ricongiungerti con il/la tuo/a amato/a. Ma tutto si sopporta. Soprattutto dopo aver visto un trailer pazzesco, potentissimo, immenso. Il trailer è preceduto da alcune parole di Yoshida Naoki in persona, il produttore di FFXVI. È stato in qualche modo un discorso molto tenero che ho apprezzato molto, perché ha accennato al fatto che nonostante in questo momento nel mondo ci siano questioni poco serene, magari l’uscita di un nuovo gioco può allietare situazioni pesanti e complicate. Una filosofia sicuramente da condividere: quando là fuori c’è un casino più grande di noi, a volte è piacevole trovare conforto in quelle opere che ci allontanano, anche solo per qualche attimo, dalle brutture della vita reale. Con le dovute accortezze, a volte ce n’è proprio bisogno. FFXVI era già stato annunciato a settembre 2020 e finalmente stasera abbiamo potuto vedere ulteriori immagini (spaccamascella) di cosa possiamo aspettarci dal prossimo capitolo del franchise. Come già sappiamo, la storia è ambientata nel mondo di Valisthea, diviso in sei fazioni e sull’orlo della guerra a causa di una malattia dilagante. Clive Rosefield è il protagonista che guideremo e da quello che è stato mostrato, pare che lo stile di combattimento segua decisamente la via dell’action e la cosa non mi dispiace. Vogliamo parlare delle Summon mostrate? Shiva, Ifrit, Titan… Aspettare la prossima estate sarà una prova di resistenza davvero notevole!
The Callisto Protocol
Una vera sorpresa per me, essere così attratta da un genere che talvolta rifuggo, l’horror. Eppure, con The Callisto Protocol ho pensato: “Beh, morirò di paura, ma lo voglio giocare comunque”. Sarà l’ambientazione su Callisto, la luna morta di Giove, oppure sarà che di mezzo c’è una strana minaccia biologica (e quindi da fan di Resident Evil come posso rifiutarmi?), The Callisto Protocol mi ha conquistata, tra un in infartino e l’altro. Pare che per lo sviluppo sia stata impiegata anche la tecnica dell’ “Horror Engineering” che si avvarrà anche del feedback aptico del controller PS5. Praticamente vogliono proprio farti sentire il terrore fin nella spina dorsale. E va benissimo così. È la riconferma dell’esperienza videoludica come esperienza totale a 360°: un modo per immergersi completamente nel mondo di gioco e sentirlo, in tutti i sensi.
Season: A Letter to the Future
In uscita questo autunno, è uno di quei titoli che puntano a lasciarti qualcosa di profondo dentro e forse anche gli occhi lucidi. La protagonista del gioco intraprende un viaggio, prima che la stagione finisca. Non sappiamo esattamente cosa comporti la fine di questa stagione e a quali cambiamenti vadano incontro le persone. Però sappiamo che è di vitale importanza raccogliere quante più informazioni possibili sul mondo che ci circonda, prima che sia troppo tardi. Avremo un diario da arricchire con disegni e foto che potremo effettivamente scattare. Potremo anche registrare suoni, rumori, musica. Qualsiasi cosa riteniamo importante che possa sopravvivere al futuro imminente. Creeremo un compendio totale della vita, del mondo conosciuto, di tutto ciò che c’è di bello che lo caratterizza. Creare qualcosa di bello con la consapevolezza amara che forse non saremo lì a vedere cosa ci sarà dopo. E io non vedo l’ora di godermelo questo viaggio.
Eternights
Lo State of Play delle sorprese ma non solo per i trailer, anche per la sorpresa che provo io stessa a trovarmi intrigata da ciò che non pensavo. Ed è questo il caso anche per Eternights, un dating simulator… MA! con elementi action! Durante un’apocalisse piena di mostri! E come fai a non resistere? Trovare l’amore in mezzo ad una situazione disastrata e terribile. L’ho trovata un’idea davvero intrigante: il pensiero di non vivere solo nell’orrore di un’apocalisse ma quello di trovare una persona con cui condividere tutto questo. E magari trovare una ragione in più per sopravvivere in un mondo devastato, combattere per non vedere distrutto qualcosa di bello che è appena nato e far sì che possa sopravvivere al tumulto del mondo. W l’amour e ci vediamo all’inizio dell’anno prossimo per provarlo!
E voi? Avete visto i trailer dell’ultimo State of Play? Cosa ne pensate? Quali videogiochi attendete di più? Fatemelo sapere nei commenti oppure venite a trovarmi sui miei social!
