Non smetterò mai di ripetere che i libri di Alice non sono solo libri per bambini: questo perché nascondono una miriade di segreti, messaggi nascosti e inaspettati. Insomma, una volta entrati nella tana del Bianconiglio si entra in un vero e proprio mondo parallelo estremamente… curioso. Un universo dove tutto sembra sottosopra, ma tutti dipende da quale prospettiva lo vuoi guardare. Pronti a saltare giù con me?
1. Sai com’è nato il romanzo?
Charles Lutwidge Dodgson (il vero nome di Lewis Carroll), amava fare gite e picnic con i suoi amici bambini ma soprattutto raccontare loro storie durante questi incontri. È esattamente ciò che è successo il 4 luglio 1862 (sì, esattamente 160 anni fa!) durante una gita in barca lungo il Tamigi (al tempo chiamato Isis nel tratto che andava tra Oxford e Godstow), insieme alle tre sorelle Lorina, Alice ed Edith Liddell. Ad accompagnarli il reverendo e amico di Dodgson, Robinson Duckworth. Fu proprio una delle sorelle Liddell, Alice, a chiedere al signor Dodgson di raccontare una delle sue storie. E così fece, andando a braccio e improvvisando mentre stava formandosi quello che più tardi avremmo conosciuto tuttə come Alice’s Adventures in Wonderland, Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Alice stessa pregò Dodgson di mettere per iscritto quella storia ed è così che, qualche anno più tardi, nacque uno dei romanzi più famosi e iconici di sempre. All’inizio il nome del libro era Alice’s Adventures Under Ground, ovvero Le Avventure di Alice nel Sottosuolo. Dodgson non ne era però convinto e chiedendo consiglio alla sua amica Alice Liddell decisero per il titolo che lo ha reso celebre ormai in tutto il mondo. Come raccontò Alice Liddell molti anni più tardi in età adulta, le vicende narrate nel romanzo non erano frutto solo di quell’assolato pomeriggio di luglio, ma erano un insieme di storie dedicate ad Alice che Dodgson aveva raccontato in varie occasioni durante i loro abituali incontri. Come riportato da un articolo del New York Times del 1928, Alice Liddell raccontò:
“L’inizio [della storia, ndt] di Alice mi venne raccontato durante un pomeriggio d’estate, quando faceva così caldo che scendemmo sui pascoli lungo il fiume, abbandonando la barca per cercare rifugio nell’unico pezzettino di ombra che riuscimmo a trovare, che era sotto a un mucchio di fieno appena fatto. Da noi tre, le mie sorelle ed io, arrivò la solita supplica, ‘Raccontaci una storia’ e il signor Dodgson iniziò a raccontare. A volte per stuzzicarci, il signor Dodgson si fermava e all’improvviso diceva, ‘Per oggi è tutto.’ ‘Ehi,’ urlavamo noi, ‘non è ancora l’ora di andare a dormire!’ e così lui continuava. Altre volte la storia iniziava mentre eravamo in barca e il signor Dodgson faceva finta di addormentarsi nel mentre, con nostro grande sgomento.”
[Fonte , trad. mia]Fun fact: nel poema iniziale del romanzo di Alice, Lewis Carroll nomina proprio le tre sorelle chiamandole Prima, Seconda e Terza.
2. Sapevi che Lewis Carroll ha realizzato anche una versione per bambini di Alice?
Curioso, eh? Eppure è proprio così e si chiama The Nursery “Alice”, tradotto in italiano come La mia prima Alice. È una versione pensata per i piccolissimi “da zero a cinque anni“: il racconto è molto ridimensionato e semplificato. Lewis Carroll eliminò tutte le parti che potessero risultare di difficile comprensione bambini troppo piccoli, come i frequenti giochi di parole che possiamo trovare nel romanzo originale. Dodgson voleva che fosse una lettura coinvolgente per i più piccini, per questo inserì anche frasi che sottolineavano dei dettagli nelle immagini o poneva domande per tenere sempre alta l’attenzione del bambino/della bambina.

Le immagini inserite nel Nursery “Alice” erano 20 delle illustrazioni originali di Sir John Tenniel (che si era occupato delle illustrazioni del romanzo di Alice) ingrandite e colorate. Quest’ultimo dettaglio, il colore, non rese il signor Dodgson particolarmente felice dopo la stampa delle prime copie. Il risultato finale non lo soddisfaceva e non era assolutamente intenzionato a vendere il libro. Per questo motivo, le illustrazioni di Tenniel rimasero poi in bianco e nero fino al 1911 quando otto disegni in ogni libro vennero colorati a mano. La copertina del libro, invece, fu illustrata da E. Gertrude Thomson, che rappresentò Alice in un inedito vestito giallo.

3. Sapevi che lo Stregatto (o per meglio dire, il Gatto del Cheshire) non è un’invenzione di Lewis Carroll?
Eh già, è proprio così. La figura del Gatto del Cheshire esiste da prima che Dodgson creasse la storia di Alice, nonostante sia stata sicuramente quest’ultima a dargli un’enorme popolarità. All’epoca dello scrittore era di uso comune l’espressione “sogghignare/sorridere come un gatto del Cheshire“. Una formula decisamente curiosa che tutt’oggi vanta diverse teorie sulla sua origine. Tra le più accreditate, c’è l’ipotesi che la frase derivi dal tentativo maldestro dei pittori di insegne per le locande: nell’intento di disegnare un leone rampante, stemma di un’influente casata del luogo, tali disegnatori riuscivano a creare dei felini che assomigliavano più a dei gatti che a dei leoni e con un fantastico ghigno sul muso.

Abbiamo, poi, anche la teoria del formaggio. Che no, non è stata ipotizzata da Geronimo Stilton, ma pare derivi da un particolare formaggio creato proprio nella contea del Cheshire. Questo formaggio veniva modellato a forma di gatto…sogghignante. Veniva poi venduto tagliandolo a partire dalla coda, in modo che l’ultimo pezzo a rimanere fosse la testa. Vi ricorda qualcosa? Tipo un certo Gatto del Cheshire che piano piano svanisce nel nulla, lasciando prima solo il muso e poi solo il suo caratteristico ghigno?
Per oggi mi fermo qui, ma voglio assolutamente continuare a parlare delle curiosità relative al mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Conoscevate queste tre curiosità? Vorreste leggerne altre? Avete delle domande in particolare? Fatemelo sapere nei commenti o sui miei social!
