Ma voi lo conoscete Humpty Dumpty?

Durante una live di Genshin mi sono accorta che una delle abilità di uno dei personaggi giocabili (la tenerissima e adorabile Klee), ha un nome che molto probabilmente è una sottile citazione ad Humpty Dumpty. L’abilità in questione si chiama Jumpy Dumpty, direi che la somiglianza è abbastanza palese. Senza contare che Jumpy Dumpty è letteralmente un coniglietto cicciotto che assomiglia tantissimo ad un uovo.

Per questo motivo ho pensato: ci sono alcuni personaggi che troviamo nei romanzi di Alice che però sono per la maggior parte sconosciuti e questo perché magari non sono stati inseriti nelle opere di animazione o nei live-action. È giunto quindi il momento di farvi conoscere quel brontolone dalla lingua lunga di Humpty Dumpty.

Humpty Dumpty (in genere tradotto in italiano come Unto Dunto, Tombolo Dondolo o Tappo Tombo) appare in Alice Attraverso lo Specchio, nel Capitolo 6. Humpty Dumpty è un grosso uovo che rimane sempre seduto su un muro a guardare la gente che passa. È dotato di occhi, mani, naso, bocca, piccole tenere gambette e una lingua sciolta e impudente.

Al contrario, però, di quanto potreste pensare, Humpty Dumpty non è un personaggio di invenzione carrolliana. Humpty Dumpty fa parte di una delle moltissime filastrocche di origine inglese chiamate nursery rhymes, letteralmente “rime per la culla”, quindi per bambini piccoli. Si possono chiamare anche le filastrocche di Mamma Oca, intendendo per Mamma Oca una sorta di personaggio archetipico della letteratura per bambini: un’oca antropomorfizzata che racconta storie e, appunto, filastrocche.

La filastrocca originale recita così:

Humpty Dumpty sat on a wall
Humpty Dumpty had a great fall
All the King’s horses and all the King’s men
Couldn’t put Humpty together again

La sua traduzione in italiano suona così (traduzione di Alessandro Ceni):

Tappo Tombo sedeva sul muro,
Tappo Tombo cadde giù duro:
del Re tutti i cavalli e i cavalieri vennero tosto
ma non riuscirono più a rimetter Tappo Tombo al suo posto.

Insomma, il povero Humpty Dumpty nella filastrocca è destinato ad una fine davvero triste. Sarà così anche nel romanzo di Carroll? Beh, se non conoscete la storia, non vi faccio spoiler per lasciarvi il brivido di scoprirlo da solə. La filastrocca, più che tale, si avvicina molto ad essere un indovinello: avete notato che da nessuna parte è specificato che Humpty abbia necessariamente le fattezze di un uovo? Tale fisionomia è frutto della mente di Carroll, probabilmente immaginandoselo così ispirato dal nome e dal fatto che cadendo da un muro si rompa in mille pezzi.

Illustrazione di Benjamin Lacombe

Le parole sono un argomento molto, molto caro ad Humpty Dumpty. Sin dalle prime battute, Humpty istruisce Alice sull’importanza del loro significato:

«Ma un nome deve avete un significato?» chiese Alice dubbiosa.
«Naturale che deve averlo,» disse Tappo Tombo con una risatina: «il mio nome indica la forma che ho… ed è proprio una bella forma, anche. Con un nome come il tuo, dovresti non avere forma.»

Humpty precursore del curvy pride, anche se con un tono di superiorità non necessario. Molto fiducioso in sè stesso, insomma.

Per Humpty le parole sono ciò che “danno una forma” e definiscono. Ma non solo, Humpty è fermamente convinto di avere un effettivo potere sulle parole:

«Quando io adopero una parola, significa esattamente quel che ho scelto di fargli significare… nè più nè meno.»


Humpty pensa di poter essere il padrone di tutte le parole, manovrarle a proprio piacimento e far assumere loro i significati che intende lui solo.

Inoltre, è proprio grazie al personaggio di Humpty che viene introdotto il concetto di “non-compleanno” (già, non durante il tè dei matti con il Cappellaio, la Lepre Marzolina e il Ghiro!). Un modo di dire che porta a riflettere, andando un po’ più in profondità, alla differenza tra cosa è e cosa non è. Sì, un po’ come aveva già fatto Parmenide. Chi se lo scorda più, lui.

Per finire il nostro giro sulle montagne russe della linguistica, Humpty porta all’attenzione di Alice il concetto di “parola portmanteau” o “parola macedonia”. Il significato di portmanteu in questo senso nasce proprio dal romanzo di Carroll. Le parole di questo tipo sono semplicemente quelle che più semplicemente chiamiamo “parole composte”, le parole formate da altre due parole ma che formano un significato unico.

«Vedi, è un po’ come un portmanteau… ci sono due significati messi dentro alla stessa parola.»

Humpty spiega questo tipo di parole ad Alice per farle capire il significato di alcune parole strambe contenute nella poesia del Jabberwocky (chiamato in italiano anche Ciciarampa, Ciarlestrone e anche Farfuciarbugliosa), contenente parole in apparenza senza senso. Quelle parole simili alla poesia del Lonfo, parole a cui sei tu a dare un significato in base a ciò che ti ispirano. Vi consiglio vivamente di leggere la poesia del Jabberwocky, è meravigliosamente geniale.

Un argomento che ho già trattato in passato è il fatto che alcuni dei personaggi di Carroll sono affetti da vere e proprie psicopatologie tutt’oggi riconosciute. Anche il nostro caro Humpy ne è affetto ed è lui stesso a dircelo:

«Se ci sarà una prossima volta. non potrò riconoscerti,” rispose Tappo Tombo con aria scontenta, porgendole soltanto un dito; “sei esattamente come tutte le altre persone.»

Per Humpty le persone sono tutte uguali: hanno tutti due occhi, un naso e una bocca sempre al solito posto. Questa sindrome si può ricondurre alla prosopagnosia: un disturbo della percezione visiva che impedisce a chi ne è affetto di riconoscere i tratti dei volti familiari. Magari ne avrete sentito parlare anche di recente, dato che anche Brad Pitt ha affermato di esserne affetto.

Una cosa sicuramente incredibile è vedere come da una manciata di pagine e da un singolo personaggio Carroll abbia tirato fuori qualcosa di estremamente profondo e che si presta a mille analisi, deduzioni, studi e speculazioni. È anche questo che mi affascina particolarmente dei suoi romanzi: nonostante sia passato un secolo e mezzo dalla loro pubblicazione non smettono mai di sorprendere e di regalare nuovi spunti di riflessione.

Se questo articolo vi è piaciuto e vorreste saperne di più su altri personaggi o aspetti dei romanzi di Alice non esitate a farmelo sapere!

Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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