Siamo tutti matti qui – Le psicopatologie nel mondo di Alice

Che sia grazie ai romanzi di Lewis Carroll o al film animato Disney, abbiamo tutti visitato almeno una volta il Paese delle Meraviglie. Alice è diventata ormai un simbolo impossibile da non riconoscere.

La storia di Alice è percepita dalla grande maggioranza di persone come un semplice libro per bambini, una storia colorata e bizzarra. Le sue origini sono infatti dovute proprio a questo: per intrattenere tre fanciulle, Lorina, Alice ed Edit durante una gita in barca sul Tamigi. Carroll, però, era un uomo poliedrico: oltre che scrittore, era anche un brillante matematico ed un abile fotografo. Nel romanzo, infatti, i riferimenti sono numerosi: non solo alla matematica, ma anche a persone e luoghi che lo scrittore conosceva molto bene e frequentava spesso.

Una foto di Alice Liddel, colei che viene considerata la “vera” Alice.

Le chiavi di lettura dei due romanzi dedicati alle avventure di Alice sono molteplici. Elementi particolarmente ricorrenti, sono le parodie riferite alla cultura Vittoriana. Non erano critiche aperte al governo del tempo, come molti credono, ma solo un modo per ridere e scherzare su alcuni usi e costumi che a Carroll facevano storcere il naso. Ad esempio, una chiara parodia è quella rivolta ai poemi che i bambini dovevano imparare a memoria a scuola. Tutte le poesie che si trovano nel libro sono rivisitazioni buffe e divertenti di Carroll di opere già esistenti. Insomma, a volte la scuola è davvero tanto pesante, perché non scherzarci su di tanto in tanto?

Una delle illustrazioni originali realizzata da John Tenniel

Come dicevo prima, Carroll prendeva ispirazione anche dal mondo circostante: luoghi, persone, eventi. Vi ricordate il party a base di té e follia insieme al Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e il Ghiro? Durante l’epoca Vittoriana era abitudine piuttosto comune per gli istituti psichiatrici aprire le loro porte al pubblico, organizzando eventi e anche party del té come “intrattenimento terapeutico” per i pazienti. Il loro obbiettivo era quello di aiutarli a socializzare e farli sentire parte integrante della società.

Gradite del té?

Un aspetto che ho sempre trovato molto interessante nei romanzi di Alice, infatti, è quello della salute mentale. Carroll la sapeva lunga sui matti, tanto che uno dei suoi personaggi lo è dichiaratamente: il Cappellaio. E non è un caso che lo sia: essere “matti come un cappellaio” nel 1800 non era affare strano, anzi. I cappellai dell’epoca erano soliti usare il mercurio nel processo di creazione dei cappelli. Respirare i fumi tossici derivati da questo metallo in un ambiente povero di ventilazione, alla lunga portava i cappellai all’insorgere di sintomi come perdita della memoria, irritabilità e perdita della coordinazione. Pare, inoltre, che Lewis Carroll si sia ispirato ad un uomo realmente esistito, un tale Theophilus Carter, che neanche a dirlo veniva chiamato proprio “Cappellaio Matto”, sia per la sua passione per i cappelli stravaganti, sia per la sua personalità fuori dagli schemi. Sarà stato un tipo simpatico, sicuramente.

Alice dovrà rimpicciolire ancora per passare da quella porta…

Quello che forse Carroll non sapeva, è che due dei suoi personaggi erano affetti da psicopatologie che sono ormai scientificamente attestate. Una di queste è la sindrome di Alice, appunto. Si tratta di un disordine neurologico per cui i pazienti percepiscono alcune parti del loro corpo come se fossero state alterate nella loro forma e dimensione. Così come quando Alice mangia o beve qualcosa nel Paese delle Meraviglie: non puoi distrarti un attimo che te la ritrovi alta come una sequoia o delle stesse dimensioni di una formica.

Humpty Dumpty sul muro sedeva…

L’altro personaggio affetto da una psicopatologia è Humpty Dumpty, quel simpatico ovetto antropomorfo che sta sempre seduto su un muretto. Simpatico si fa per dire, ovviamente. Alice lo incontra nel secondo romanzo scritto da Carroll, e quando Humpty sta per dirle addio afferma che probabilmente non la riconoscerà in caso si incontrassero di nuovo. E’ il sintomo della prosopagnosia, una disfunzione che impedisce a chi ne è affetto di riconoscere i volti familiari. Povero Humpty.

Il mio intento, ovviamente, non è quello di spaventarvi e farvi correre via a gambe levate pensando che i romanzi di Alice siano solo strani o addirittura inquietanti. Voglio solo dimostrare quanto un romanzo classificato come una semplice fiaba per bambini possa avere più chiavi di lettura e dei risvolti interessanti, talvolta molto particolari, ma senza dubbio profondi e ben ragionati da uno scrittore geniale e fuori dal comune.

Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

Il tuo parere è importante!

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9 commenti

  1. No ma io tutte ste cose non le sapevo :O Adoro ceh interessantissimo bau (poi come srivi ceh TOP!) <3<3 La sindrome di Alice l'avevo già sentita ma non ero andato ad informarmi…è stranissima ceh ma che cos O.o Chissà come si sentono 🙁
    Un bacione buona pasqua <3<3<3<3

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    • Grazie mille Xama 💜💜💜 Sono contenta di averti fatto conoscere qualcosa di nuovo! 😍
      Sì, dev’essere una sensazione orribile per chi ne soffre… 😟

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  2. Bello! Ottimo lavoro sara

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    • Grazie mille! 💜

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  3. Ciao EL mi potresti rispondere
    Ti ho iniziato a seguire 5 anni fa insieme a un mio amico
    Lui ha smesso di seguirti ma io sono sempre rimasto a vedere i tuoi video
    Comunque questo sito mi piace molto
    Sarei contento se mi rispondessi, per favore, sennó giangingillo annusa i piedi a te e Sara durante la notte

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  4. Mi faccio sempre rapire dai tuoi commenti Saretta! Brava!🥰

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    • Grazie mille Sonia! 💜

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      • Interessantissimo e ben scritto! Complimenti! 👌

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        • Grazie infinite! 💜

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