Dal talento di Robert Kondo e Daisuke “Dice” Tsutsumi nasce una storia emozionante fatta di amicizia, tantissimo coraggio e spirito di sacrificio. E’ la storia di Maiale, un tenero ed introverso maialino che ha un’enorme responsabilità sulle spalle: proteggere la Valle dell’Aurora da un’oscura minaccia.
Sin da piccolo, Maiale ha imparato dal padre a prendersi cura della diga che tiene tutti al sicuro da una misteriosa nebbia distruttiva e mortale. Quando però suo padre scompare misteriosamente proprio in quella nebbia è Maiale a diventare il guardiano della diga. E lo fa con coraggio e totale dedizione, onorando la memoria e gli insegnamenti di suo padre, perché sa che gli abitanti della Valle hanno bisogno di lui. Nonostante il suo duro lavoro, sembra che ci sia comunque qualcosa che non vada e che la pericolosa nebbia stia per abbattersi sulla Valle. Maiale, insieme alla sua migliore amica Volpe e al dispettoso Hippo, vengono così travolti in un’avventura che li porterà a scoprire cosa stia realmente accadendo al di là della diga.

“Tutti si comportano in modo bizzarro”
Maiale è un personaggio adorabile, è molto timido e introverso ma ha anche tanto coraggio ed è dovuto crescere più in fretta rispetto ai suoi coetanei, vivendo sulla sua pelle una tragedia dopo l’altra, qualcosa di insostenibile per alcuni. Maiale è pienamente cosciente di essere “diverso” dagli altri. Lui però ha il suo posto nel suo mondo ed è anche quello più importante di tutti. Ogni giorno si sveglia sapendo che essendo il guardiano della diga dovrà impegnarsi al massimo per tenere al sicuro tutti gli abitanti della Valle. Durante l’avventura verrà costantemente perseguitato dal pensiero della perdita del padre. E’ qui che i toni si fanno più scuri, bui. Quasi a voler accentuare la solitudine di Maiale, le sue paure, il suo senso di responsabilità.

Volpe e Hippo sono due personaggi ben delineati, anche se della prima si percepisce davvero poco tra le pagine. E’ sempre ottimista e allegra, ha aiutato maiale “nei suoi giorni più bui a vedere la luce” e tiene molto sia a Maiale che Hippo, ma non nego che avrei voluto “conoscerla” meglio. Hippo è un ippopotamo che adora fare il gradasso e mangiare e soprattutto cerca di nascondere le sue debolezze dietro una maschera di superiorità e forza. Insomma, anche quelli grandi e grossi hanno un lato tenerone. Maiale e Hippo non sono mai andati molto d’accordo: Hippo è sempre punzecchioso e provocatorio. Questo fa dei nostri protagonisti un trio bizzarro per partire all’avventura. Eppure, questa è anche una storia di fiducia e amicizia, dove si impara a credere negli altri e a far maturare il proprio rapporto anche con chi si credeva impensabile. E’ anche la ricerca di sé stessi e del superamento di un trauma che ha lasciato segni profondi.

Con l’avanzare della storia il trio scopre che c’è effettivamente vita al di là della nebbia, ci sono altre città, buffi personaggi e un grande mistero ancora da svelare: il finale del secondo volume, infatti, lascia tantissimi spiragli su come andrà a finire la vicenda. La narrazione è molto semplice e fluida, accentuata dallo splendore delle tavole che mi hanno catapultato immediatamente nell’atmosfera della storia. Il modo di rappresentare la ferocia della nebbia, il dolore di Maiale nel ripensare al padre, la meravigliosa luce accecante del sole: ogni aspetto è altamente comunicativo, anche quando non sono presenti dialoghi. Le immagini parlano, nel giusto silenzio, nell’orrore portato dalla nebbia, in una foresta sconosciuta inondata di sole cercando la strada verso casa.

Avrei preferito leggere questa storia in un unico volume. Questo perché avere tre volumi fa sì che la narrazione si interrompa troppo bruscamente, quando nel volume non è ancora successo molto o, per meglio dire, abbastanza perché si voglia posare giù il volume. Non dico che sia sbagliato separarli: è soltanto una mia visione personale. Forse rimango troppo rapita dalla storia e non accetto il dover aspettare il volume conclusivo… =P




