Una ragazza orfana dai poteri straordinari. L’Oscurità e la Luce si scontrano, in un romanzo young adult fantasy intrigante e coinvolgente impossibile da mettere giù.
Avevo sentito parlare del Grishaverse da tantissimo tempo e oramai mi sentivo un pesce fuori d’acqua a non averne ancora esplorato le pagine. Così, per iniziare l’anno con qualcosa di nuovo, ho deciso di tuffarmi in questo fantastico e misterioso mondo.
TRAMA
Shadow and Bone è il primo libro della trilogia e narra le vicende di Alina, un’adolescente rimasta orfana da bambina. Lavora come cartografa per l’esercito, insieme al suo migliore amico di sempre, Mal, per il quale prova dei sentimenti. Da decenni ormai la loro nazione, Ravka, è divisa in due dalla Shadow Fold (Falda d’Ombra), un’enorme spaccatura di pura oscurità popolata da orrende e pericolose creature: i Volcra.
Durante un’attraversata della Shadow Fold, il reggimento di Alina e Mal viene attaccato proprio dai Volcra. In un disperato tentativo di proteggere Mal, Alina sprigiona un potere incredibile fatto di pura luce che non sapeva di avere ma che salva entrambi. Venuto a sapere del fatto, il leader dei Grisha, il Darkling, decide di portare Alina con sé al Little Palace, situato in Os Alta. Lì Alina potrà imparare a controllare il suo nuovo potere insieme agli altri Grisha, persone che come lei sono dotate di poteri straordinari. I Grisha sono esseri umani bellissimi e affascinanti, divisi in tre macrocategorie e sottocategorie in base agli elementi che riescono a padroneggiare. Vi sono i Corporalki, l’ordine dei Vivi e dei Morti, divisi in Heartrenders (gli Straziacuore, capaci di danneggiare gli organi interni di una persona) e Healers (i Curatori, capaci di curare le ferite). Vi è poi l’Ordine degli Evocatori, gli Etherealki, suddivisi in Squallers (Scatenatori di tempeste, sono capaci di manipolare il vento aumentando o diminuendo la pressione dell’aria), Inferni (Gli Infernali, capaci di manipolare il fuoco raccogliendo particelle combustibili. Hanno però bisogno di un qualsiasi tipo di scintilla per fare fuoco) e Tidemakers (i Creatori di Maree, hanno la capacità di manipolare le maree). Infine, abbiamo l’Ordine dei Fabrikators (Inventori) ovvero i Materialki, divisi in Durasts (capaci di manipolare i materiali, come vetro, acciaio, pietra) e Alkemi (specializzati in pozioni e polveri esplosive).
Una volta arrivata al Little Palace, Alina scoprirà una nuova se stessa e dovrà imparare a gestire il suo nuovo potere. Nel turbinio di lezioni, allenamenti ed eventi di corte, la nostra protagonista però scoprirà che non tutti si meritano la sua fiducia e l’oscurità è dietro l’angolo. Fino a che punto vorrà sacrificarsi per il desiderio di voler appartenere a qualcosa?

IL DILEMMA DELL’APPARTENENZA
Sin da bambina Alina viene descritta come una persona molto debole, fragile, persino nell’aspetto. Non ha mai appetito, ha poche energie, un aspetto scarno. Soprattutto, non ha mai sentito dentro di sé di appartenere a qualcosa. Ha sempre percepito come nessun luogo fosse davvero quello giusto. La presenza di Mal, però, ha sempre giocato un ruolo fondamentale e nel momento in cui i due si separano entrambi capiscono quanto possa mancare all’una la presenza dell’altro. Alina cambia completamente durante la sua permanenza al Little Palace, diventa più forte, riacquista il suo appetito e diventa ancora più consapevole di ciò che può fare con le sue abilità. Ciò che però risulta chiaro è che nonostante tutto Alina è anche molto ingenua e si lascia facilmente trasportare dagli altri, non capendo all’inizio che ci sono persone di cui non può fidarsi. Cede molto facilmente al Darkling, dal fascino oscuro e intrigante. Un tema molto importante di questo romanzo infatti è proprio questo: fino a dove ci si può spingere pur di appartenere a qualcosa o qualcuno?
UNO YOUNG ADULT COME SI DEVE
Alina si rivela un’eroina forte e coraggiosa che sarà pronta a tutto per far sì che l’oscurità non inghiotta Ravka. E’ anche questo un grande punto di forza del romanzo: la crescita dei personaggi, la loro coerenza, la loro originalità. Ogni personaggio è ben studiato, con personalità diverse e mai veramente prevedibili. L’antagonista è perfettamente crudele, ma intelligente e ad ogni cosa pur di realizzare i suoi loschi piani. Tutto questo rende questo libro, a mio parere, uno dei migliori Young Adult Fantasy in circolazione, uno young adult come si deve.
LA FORTE ISPIRAZIONE ALLA CULTURA RUSSA
Leigh Bardugo ha deciso di ambientare il suo romanzo in un periodo molto particolare, lontano dai classici fantasy collocati in epoca medievale in Europa. Ha scelto infatti l’Impero Russo del 1800, una scelta che trovo dia un tocco di originalità in più rispetto a tutti i romanzi fantasy a cui siamo abituati. Alcuni nomi di oggetti o persone sono di completa invenzione dell’autrice, ma sempre con un certo background che rimanda alla lingua e alla cultura russa, con i dovuti rimaneggiamenti per una storia di fantasia. Si nota come la Bardugo abbia cercato di donare alla storia una profondità tale da rendere tutto non solo perfettamente coerente e interessante ma così reale da essere quasi tangibile. Ogni elemento risulta così vero da credere che Ravka e i Grisha possano davvero esistere.
Non fatico infatti a credere che molti lo abbiano definito come il miglior universo magico dopo Harry Potter. Certo, il mondo è diverso. Ravka è in guerra da sempre, assoggettati dal potere oscuro del Darkling e da coloro che vogliono ribellarsi a lui. Ma nonostante questo non si può non avvertire l’estrema energia profusa dalle pagine di questo libro che ti cattura e non ti lascia più.
Fine, make me your Villain.
Ho trovato interessante la piccola curiosità sull’origine del nome “Grisha”. Per coloro che masticano bene il russo, sapranno che è il diminutivo del nome “Grigori” e significa “vigile”, “attento”. Un segno di come la presenza dei Grisha sia fondamentale, contribuendo alla protezione e alla cura di coloro che non possiedono i loro straordinari poteri. L’autrice però ha anche affermato di aver scelto questa parola perché fonicamente assomiglia molto alla parola “geisha”, volendo così “rafforzare il senso di bellezza e mistero che circonda la magica elite di Ravka.” (L.Bardugo).
L’ADATTAMENTO SUL PICCOLO SCHERMO
Recentemente è stata data la notizia di un futuro adattamento della trilogia di Shadow and Bone e della duologia di Six of Crows (facente sempre parte del Grishaverse) che verrà trasmesso su Netflix a data ancora da destinarsi. La serie si comporrà di 8 puntate e per il momento non sono stati svelati altri dettagli. Si sono già aperte le scommesse sul casting e sono sorti i soliti dubbi: sarà come il libro? Verrà resa giustizia al mondo e ai personaggi creati da Leigh Bardugo? Speriamo di scoprirlo presto!

Shadow and Bone è una vera e propria gemma preziosa del genere young adult fantasy, come non ne leggevo da tantissimo tempo. Mi ha fatto capire che non tutti i romanzi del genere sono necessariamente stereotipati e prevedibili e mi ha fatto conoscere una brillante scrittrice, dallo stile pulito e intrigante. Una volta entrati nel Grishaverse… non si esce più! Vi consiglio vivamente di leggere questo libro, ne rimarrete profondamente ammaliati. Purtroppo esiste la traduzione in italiano soltanto del primo libro (io l’ho letto comunque in lingua originale), quindi ancora non è presente la trilogia completa, ma se masticate un po’ la lingua d’Albione, vi incoraggio comunque a lanciarvi nella lettura di questo incredibile romanzo.



