Last Day of June – Recensione

Volevo giocare a Last Day of June da molto tempo e per qualche motivo non ne ho mai avuto il coraggio. Forse percepivo con quanta emotività mi avrebbe travolto quest’opera incredibile. Approfittando dell’offerta di Epic Games, ho deciso che fosse finalmente il momento di giocarlo e addentrarmi nell’avventura grafica di Ovosonico. E mi ha senza dubbio lasciato il segno.

La storia inizia durante un tranquillo pomeriggio al molo, in cui una giovane coppia di innamorati, June e Carl, stanno passando del tempo insieme per festeggiare il compleanno di quest’ultimo. Ad un certo punto inizia a piovere e i due decidono di tornare a casa. Durante il viaggio di ritorno, Carl perde il controllo del veicolo, che va a schiantarsi, portandosi via la vita di June. E’ da qui che un Carl sulla sedia a rotelle si risveglia da un incubo e cerca disperatamente di cambiare il passato, affinché questo non sia davvero l’ultimo giorno di June. Sono queste le premesse del gioco, anche se il suo finale mi ha portato a comprendere un’altra dimensione della realtà.

Interagendo con i quadri disegnati da June, imparo a conoscere anche gli altri personaggi che abitano nel paesino della coppia. La migliore amica, il simpatico vecchietto, il burbero cacciatore, il bambino vispo. Entro nella vita di ognuno di loro e cerco di cambiare le loro azioni, in modo che il viaggio di ritorno a casa di Carl e June non si trasformi in tragedia. Attraverso dei frammenti di memoria collezionabili conosco anche il loro passato e capisco come tutti abbiano perso qualcuno di importante nella loro vita. Raccolgo i pezzi di un vetro rotto che però so che non potrà tornare come prima. E così torno nel passato, una, due, dieci volte. Cambio un dettaglio, guido la vita di persone ignare di cosa potrebbe succedere in conseguenza alle loro azioni innocenti. E più passa il tempo più mi immedesimo in Carl, nella sua frustrazione, perché qualsiasi cosa io faccia, cambiano le circostanze ma il passato non cambia, c’è sempre qualcosa di storto e sbagliato.

L’ambiente di gioco è bellissimo e sembra un dipinto. Paesaggi dai toni caldi, un piccolo villaggio immerso nella natura. Tantissimi dettagli curati nei minimi particolari. Così com’è molto particolare il character design, ispirato alla storyboard di Hajo Müller realizzata per il videoclip della canzone Drive Home di Steven Wilson, ulteriore ispirazione del videogioco. I personaggi non hanno un volto, non possiamo vedere le loro espressioni. Non si esprimono a parole, ma solo attraverso interiezioni a volte buffe, a volte tenere, a volte tristi. Eppure, riesco a comprenderli benissimo: i loro gesti valgono molto più delle parole. Il gioco punta proprio a questo, a far arrivare il messaggio dritto al cuore e ci riesce dannatamente bene. 

Il gameplay è molto semplice e si basa sulla risoluzione di alcuni puzzle, non troppo difficili ma neanche eccessivamente banali. Non tutti sono particolarmente intuitivi, anche se comunque non impossibili e mai frustranti. I comandi sono basilari e accessibili a chiunque. A volte dover rivivere lo stesso momento della storia più di una volta può sembrare troppo ripetitivo, ma trovo che sia comunque appropriato per calarsi ancora di più nei panni di chi tenta con tenacia e disperazione di cambiare il passato. L’unico difetto tecnico che posso segnalare è stato un continuo crash del gioco al momento dell’avvio. Sono riuscita a risolvere comunque, con un po’ di fatica, ma ovviamente dopo quasi due anni dalla release non ti aspetteresti un problema simile.

Nelle recensioni convenzionali non è tipico fare spoiler ma sento che se non parlassi anche del finale del gioco, riterrei che il mio pensiero scritto qui sarebbe incompleto e non mi permetterebbe di esprimermi al meglio. Se non volete sapere niente sulle battute finali del gioco, quindi, saltate il paragrafo seguente.
Arrivata all’epilogo del gioco sento ogni mia convinzione crollare, così come una a una crollano le case del villaggio. Come se il Tempo stesse cercando di dirci che è il momento di guardare avanti e non più indietro. Ritrovo il taccuino di June, con disegni riguardanti i personaggi, gli elementi dei puzzle che ho dovuto risolvere, scarabocchi, come se… come se i pezzi del puzzle non potessero tornare insieme. E allora capisco che forse fin ad ora ero convinta di qualcosa di sbagliato. Torniamo di nuovo indietro, al momento in cui Carl e June prendono la macchina. Ma stavolta è June a guidare. Stavolta, la persona a perdere la vita è Carl. E se fosse sempre stata questa la verità? Gli ultimi fotogrammi sono dolci e amari. Quindi, forse, tutto questo percorso non è stato quello di Carl per non far morire la sua June. E’ stato il disperato percorso di June nell’affrontare un lutto insostenibile.
Quello che vediamo davanti a noi è il modo in cui June ha voluto rimediare ai sensi di colpa. E se avesse guidato lui? E se fosse andata diversamente? La sua vita poteva essere salvata? June lo amava così tanto che avrebbe preferito morire lei stessa nell’incidente. Ma non può farlo. E alla fine capisce che l’unico modo per andare avanti è accettare, seppur con dolore, che certe azioni sono al di là del controllo umano.

Ed è questo il vero messaggio del videogioco. Accettare di dover andare avanti, nonostante tutto, perché il passato non si può cambiare e nulla avrebbe potuto impedire una tragedia che ci ha lasciato un enorme vuoto dentro. Last Day of June ha toccato corde molto personali e profonde ed è forse anche per questo che mi ha emozionato così tanto. Trovo però che possa essere anche un videogioco terapeutico, un valido aiuto per tutti coloro che stanno attraversando o che hanno attraversato un lutto e che ancora non sono riusciti ad accettarlo oppure che abbiano ancora bisogno di conforto per una ferita che può continuare a riaprirsi. Per questo voglio approfittarne per ribadire con fermezza quanto i videogiochi non siano solo “giochini per bambini”, come qualcuno potrebbe definirli. I videogiochi hanno un potere incredibile, anche per temi intimi come questo. I videogiochi possono essere una valvola di sfogo e un aiuto, un conforto, un abbraccio virtuale.

Menzione d’onore all’incredibile colonna sonora di Steven Wilson. I brani sono arrangiamenti strumentali di alcuni pezzi originariamente pubblicati nei suoi primi quattro album da solista. La colonna sonora si cuce perfettamente addosso al gioco e lo rende un viaggio ancora più indimenticabile. I brani, come i personaggi di Last Day of June, non hanno parole, ma esprimono così tanto che effettivamente di parole non ce n’è davvero bisogno. Questi pezzi mi hanno accompagnato anche nella stesura di questa recensione, ininterrottamente. Ho apprezzato particolarmente Together, Forever again, un brano che nonostante tutto trasmette la speranza e la promessa di essere di nuovo insieme, da qualche parte.

Riepilogo
Last Day of June è un viaggio struggente, un viaggio disperato nella speranza di poter cambiare un passato che ha reso il presente impossibile da sostenere. Un'avventura con personaggi che possono tutti insegnarci qualcosa, in un mondo che sembra un dipinto. E' un videogioco che parla di lutto, ma anche di accettazione e speranza per la vita che va avanti. Il gameplay è semplice e i puzzle sono accessibili anche se non sempre intuitivi. Ho riscontrato un bug di caricamento della partita che però non ha interrotto l'incredibile flusso di emozioni che mi ha donato questo piccolo capolavoro.
Pro
  • Personaggi che non hanno bisogno di un volto o delle parole per esprimersi
  • Messaggio forte e particolarmente emozionante
  • Una grafica adorabile e curata nei dettagli
  • Una colonna sonora indimenticabile e potente
Contro
  • Bug di caricamento fastidioso
  • Potenzialmente ripetitivo per alcune scene da rivivere più volte
9
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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7 commenti

  1. Stò giocando con la copia che regalò Epic qualche tempo fa, ho già provato a eliminare il save e in effetti così parte, ma onestamente rifarmi un’altra ora e più di gioco per rischiare che poi mi becco un altro save corrotto mi fa passare la voglia…peccato.

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    • Ok, allora è la stessa piattaforma da cui l’ho giocato io! Quando ho eliminato i save la prima volta poi è andato tutto liscio. Capisco che doversi rifare ore di gioco per rischiare di nuovo non sia piacevole, però potrebbe valerne la pena, soprattutto per il gioco che è. Provaci, almeno =P E se ti va, fammi sapere come va! =D

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  2. Ciao!
    Scusa la domanda ma come sei riuscita a risolvere il bug dei caricamento con save fatto dopo un po’ di gioco? Il supporto del gioco è assente(o meglio mi hanno risposto alla prima mail senza info valide e poi silenzio…).

    Grazie per ogni eventuale risposta!

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    • Ciao Simone!
      Dunque, immagino che dipenda anche su quale piattaforma lo hai giocato.
      Io l’ho giocato su PC e non ho mai riscontrato un bug del genere, quindi mi dispiace non poterti essere utile. Al massimo posso consigliarti di sollecitare di nuovo l’assistenza o eventualmente contattare gli sviluppatori tramite social, chissà che magari non vedano più facilmente il messaggio =P
      Vorrei poterti aiutare di più, davvero! In ogni caso, spero che risolto il problema tu possa goderti il gioco perché merita davvero tantissimo!

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      • Grazie della risposta!
        Ma il crash che citavi nella recensione a cosa si riferiva allora? Credevo fosse lo stesso mio…

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        • Sì, avevo avuto un problema di crash all’avvio della partita ^^ Scusami, non avevo capito che fosse la stessa cosa!
          Onestamente non mi ricordo esattamente come ero riuscita a risolvere, dato che è passato un po’ di tempo =P Puoi provare ad eliminare gli ultimi salvataggi dalla cartella oppure disinstallare e reinstallare il gioco ^^ Mi dispiace che questo problema persista dopo tutto questo tempo! Tu lo stai giocando da Steam o da Epic Store?

          Rispondi
          • scusa ho risposto sopra per sbaglio

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