Naomi Novik, l’autrice di Spinning Silver e di Uprooted (di cui ho già scritto un articolo la settimana scorsa) ha l’innata capacità di tessere in modo così profondo la magia nelle sue storie da renderle naturalmente incantate. Un richiamo costante, la voglia di scoprire di più, di far parte dei mondi di cui scrive.
O almeno, è così che mi sono sentita ogni volta durante la lettura di questi due romanzi.
Avvolti nella magica atmosfera dell’Est Europa
Spinning Silver è ambientato in un luogo immaginario dell’Est Europa, probabilmente in una versione alternativa della Lituania. Per stessa ammissione dell’autrice, infatti, la storia che ha creato deriva in alcune parti dalle storie d’infanzia del padre che ha vissuto tra la Russia e, appunto, la Lituania. Non solo: alcuni nomi di luoghi richiamano fortemente quest’ultimo: il nome del regno in cui ci troviamo è Lithvas (Litv in lituano è proprio la Lituania) e una delle città protagoniste è Vysnia, che ricorda moltissimo il nome della capitale, Vilnius.
Questo tipo di ambientazione è importante, perché riversa su tutta la storia un’aurea di magia e incanto diversa da tutte le storie più tipicamente fantasy. È come se le vicende che ci vengono narrate fossero davvero accadute, come se fossero intrecciate in questo mondo, quello che viviamo ogni giorno, tanto è autentico e profondo il racconto.
Si può dire che sia effettivamente un libro-fratello di Uprooted, tante sono le similitudini, nonostante siano storie completamente diverse l’una dall’altra. In entrambi i romanzi esistono numerosi punti di contatto e temi ricorrenti, come nella maggior parte delle fiabe che ci hanno accompagnato durante l’infanzia.
La trama
Spinning Silver si ispira proprio a queste, riprendendo l’antico tema della trasformazione della paglia in oro ma costruendoci attorno personaggi e un mondo completamente diversi e unici.
È la storia di Miryem, figlia e nipote di usurai. Il padre ha un cuore troppo tenero per riscuotere con cadenza regolare i soldi che gli devono i cittadini del villaggio. Nonostante la famiglia di Miryem li abbia aiutati economicamente e adesso alcuni vivono dignitosamente, gli abitanti di Pavys non risparmiano cattiverie e scherni nei loro confronti. È così che Miryem sente di dover prendere in mano la situazione e cambiare una situazione che li vede vivere in condizioni di miseria. Prende quindi il posto del padre e inizia a svolgere il lavoro di usuraia dimostrandone un’innata abilità, come il nonno. La voce sulle sue capacità si sparge ben oltre Pavys, fino ad arrivare a terre lontane e appartenenti al regno di un altro mondo: quello degli Staryk. Gli Staryk sono creature magiche, molto simili ad elfi di ghiaccio. Fieri, potenti, distruttivi e con una grande passione per l’oro. Ma non per il motivo che potreste pensare. Il loro Re un giorno si presenta alla porta di Miryem e le chiederà di adempiere a tre sfide, una più difficile dell’altra. E se non riuscirà a portarle a termine, morirà.
Durante questa corsa per la sua vita, Miryem coinvolgerà in modo inconsapevole anche la giovane figlia del Duca di Vysnia, Irina. Promessa in sposa all’affascinante zar Mirnatius, che ha ben più di un segreto da nascondere.
Su queste basi si sviluppa una storia dove a farla da padrone sono difficili scelte per amore della propria terra, del proprio popolo e della propria famiglia. Una battaglia contro un male che vuole impossessarsi di una stagione intera.

Le numerose ispirazioni tra fiabe folkloristiche, miti classici e la religione ebraica
Spinning Silver attinge a piene mani nelle fiabe più tradizionali di ispirazione dell’Est Europa, coinvolgendo elementi che ricordano e citano anche direttamente uno dei suoi personaggi più emblematici: Baba Yaga.
Perfettamente ricollegata a quel tipo di magia puramente naturale, la magia dei boschi, di quei luoghi misteriosi nascosti tra fitta vegetazione, possenti alberi, erbe e bacche. Quella magia che è un corridoio tra il nostro mondo e un regno irraggiungibile, se non per pochi eletti. Una magia buona che trova la sua maggior forza in due canali potentissimi come la Luce e la Verità, temi portanti che sono profondamente radicati anche in Uprooted. Indubbiamente forte è la presenza della storia di Tremotino, della paglia tramutata in oro e incredibili poteri dal prezzo altissimo.
Più sottili, ma altrettanto avvertibili, sono i riferimenti a La Bella e La Bestia e al mito di Proserpina.
Un segno più concreto, invece, viene lasciato dalla forte presenza della religione ebraica che ha un significato profondo per la protagonista ed è un mezzo per denunciare le frequenti violenze subite da questa comunità in diversi momenti della storia del nostro mondo.
La figura rivisitata del villain
La magia all’interno del romanzo è un elemento incredibilmente potente. Si parla di magia acquisita per diritto e di magia posseduta da sempre ma anche di un potere oscuro che ha solo fame di divorare ogni cosa. Esistono immensi poteri che vengono ottenuti solo a caro prezzo, che spesso però paga chi non ha mai voluto tutto questo. Chi ha dovuto accettare un determinato potere suo malgrado, diventando qualcosa che non avrebbe mai voluto essere. C’è quindi un concetto rivisitato anche dal punto di vista del villain: chi non è cattivo per scelta, ma per conseguenza di azioni ingiuste di persone egoiste.
“I’m not a fool, to take gifts from monsters. Where do you thinks its power comes from? Nothing like that comes without a price”
“Yes, the trick is to have someone else pay it for you.”
Uno dei punti di forza di Spinning Silver è la presenza di personaggi ben caratterizzati, sfaccettati e da una crescita esponenziale incredibile.
Ogni personaggio mantiene una sua coerenza di fondo, maturando però durante tutta la durata del romanzo fino a sbocciare in tutta la sua forza nella fasi concitate del finale. Ognuno ha i propri validi motivi per essere ciò che è, tutti sono il risultato di ciò che hanno dovuto subire e di ciò che hanno vissuto. Che siano le derisioni di un villaggio, un padre violento, il dover contrastare la fine del proprio regno per causa di un essere maligno e misterioso, chi ha dovuto trovare la forza di alzare la propria voce e farsi valere dopo una vita di silenzi.
L’esperienza totalizzante dei diversi punti di vista
Le voci sono davvero importanti in questo libro, perché l’autrice, grazie a frequenti cambi di prospettive tra personaggi, ce ne farà sentire diverse. La storia, infatti, si articola secondo non uno ma tanti punti di vista secondo vari personaggi all’interno del romanzo. Avremo così la storia vista dagli occhi non solo dei protagonisti, ma anche di personaggi secondari che hanno comunque un ruolo decisivo nella storia e che per una volta non ricoprono solo lo sfondo di una narrazione ma possono anche esserne protagonisti. Durante tutta la lettura di Spinning Silver si vivono punti di focus diversi: si sperimenta così un cambio di prospettiva che fa vivere la storia a 360 gradi, nel modo più completo possibile. Naomi Novik è stata straordinaria da questo punto di vista perché non solo ha saputo interpretare perfettamente il flusso di pensieri di persone giovani, forti e adulte ma anche quelli spaventati e timorosi di una anziana e di un bambino, rendendo il libro un’esperienza straordinariamente totalizzante.
There are men who are wolves inside, and want to eat up other people to fill their bellies.
La mia personale visione metaforica tra mondi fantastici e mondi reali
Spinning Silver è anche una rappresentazione metaforica di ciò che accade nel nostro mondo e ha acceso ancora di più in me la potente fascinazione di mondi e creature lontane. Di quegli universi irraggiungibili se non attraverso la mente, ma che a volte vorrei raggiungere e scoprire comunque nel tentativo di sfuggire ad una realtà che non mi piace.
Vorrei poter immergere le mani direttamente nel libro e tirare fuori le tre forti, straordinarie protagoniste, Miryem, Wanda e Irina e dir loro che nel mondo c’è bisogno di qualcuno che possa fermare il male dilagante che non si arresta mai. Vorrei che potessero darci la forza e il coraggio che hanno in questa storia di non piegarsi al male del loro universo. Ognuna di loro diversa e guidata da sentimenti e pensieri diversi ma con l’unico obiettivo di ristabilire la pace e mettere fine a soprusi e ingiustizie. Vorrei poter essere loro e avere un modo concreto per rimettere a posto le cose.
Vorrei poter avere l’aiuto degli Staryk, potenti creature simili agli elfi ma fatti di ghiaccio, un popolo fiero e forte disposto a tutto per proteggere la loro foresta e il prezioso inverno.
Spinning Silver è una battaglia tra il calore distruttivo di uno spirito di fuoco e il freddo ma fiero inverno che vuole divorare. Una guerra tra stagioni. Una guerra contro lo sbilanciamento di esse. E anche questo, fa tremendamente parte di questo mondo. Io mi immergo in altri mondi ma ci ritrovo le problematiche del nostro.
Nei mondi che leggo però alla fine tutto ha una splendida soluzione di equilibrio, pace, amore, speranza, giustizia. Per questo preferisco scappare in quegli universi. Un’illusione perfetta, ma ottima come palliativo.
Le storie come questa sono la dimostrazione di come sia possibile trovare forza, coraggio, speranza, un abbraccio anche da parte di personaggi che non esistono ma che hanno la capacità di scaldarci il cuore e infonderci la luce di cui abbiamo bisogno nei momenti più bui.
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