Ready Player Two di Ernest Cline: la simulazione che diventa realtà, la tecnologia che ci unisce e lo splendido omaggio a un’immortale cultura nerd.

Dopo aver letto Ready Player One, visto ( e rivisto) l’adattamento cinematografico di Spielberg del 2018, ho sentito che fosse il momento giusto per tornare nel 2046. Era come se ne sentissi il bisogno. A volte, quando si tratta di leggere un particolare libro o giocare un particolare videogioco mi capita così. Un istinto che non sai spiegare. Una cosa buffa, il fatto che dopo aver finito di leggere Ready Player Two esce proprio la notizia che secondo un (ex) ingegnere Google il loro progetto LaMDA di intelligenza artificiale pare essere un essere senziente. A volte mi piace credere al caso, altre volte no. Ora chiariamoci, non credo nemmeno che LaMDA sia davvero senziente. Però curioso che sia successo tutto così. Vi chiederete anche perché ne parli, esattamente. E ora ve lo racconto.

Ci eravamo lasciati nel 2046 e torniamo nel 2046, qualche giorno dopo la fine della Caccia di Anorak che ha portato Wade Watts a vincere e a ereditare quindi l’immenso impero (condiviso poi con gli altri membri degli Altissimi Cinque) di quel pazzo visionario di James Halliday. Adesso che l’Easter Egg è stato trovato, non dovrebbero esserci più sorprese, no? Beh, a quanto pare quel genio del male di Halliday non aveva ancora finito di stupire con gli effetti speciali. In uno dei caveau della GSS, Wade trova un altro Egg. Dentro al quale si cela un nuovo, futuristico dispositivo tecnologico destinato a cambiare drasticamente il modo di vivere OASIS di tutti gli utenti che lo proveranno. Nel momento in cui questo nuovo dispositivo, chiamato ONI, viene distribuito sul mercato ha un successo strepitoso. E beh, cosa lo rende così speciale lo lascerò scoprire a voi leggendo. Quando i dispositivi ONI connessi ad OASIS simultaneamente raggiungono il numero simbolo di 7.777.777, sul sito di Halliday rimasto inattivo dal giorno della fine della Caccia, appare un nuovo indovinello. Un altro indovinello in rima, un altro indovinello che propone una ricerca, stavolta di sette Schegge. Ha inizio quindi una nuova Caccia. Quello che all’inizio sembra qualcosa di innocuo, l’ennesimo mistero contorto di Halliday, diventa una prepotente minaccia a milioni e milioni di vite. Una corsa contro il tempo per sconfiggere un nuovo e potente nemico che ha perso totalmente il controllo.

Anche io ho inserito una sorta di Easter Egg nell’immagine… che credo possiate intuire solo se avete letto il libro. Beh, se lo troverete, fatemi sapere!

Vi starete quindi chiedendo se Ready Player Two è piuttosto un “more of the same” ( “più della stessa cosa”) di Ready Player One: la risposta è no. Anzi, per dirla meglio, io direi che è semplicemente “more“.  Ci immergiamo sempre in una storia che è un meraviglioso tripudio di citazioni al mondo della cultura pop, attraversando tutti i mondi artistici possibili: quello videoludico, quello cinematografico, quello musicale e quello letterario. I riferimenti sono numerosi, un nostalgico salto nel passato e un caloroso abbraccio per tutti coloro che si cibano di questi mondi quotidianamente. Ready Player Two è un incredibile omaggio trasversale alla cultura nerd, a ciò che per molti di noi è stata anche formazione del proprio essere. Una moltitudine di opere che ci hanno accompagnato durante la nostra vita e che sono letteralmente diventate parte di noi, in un modo o nell’altro.

Come dicevo prima, il romanzo abbraccia totalmente videogiochi, film, canzoni, libri. Senza però farsi mancare citazioni ad anime come Sword Art Online e Sailor Moon. Troverete citazioni di ogni tipo e sarà una continua sorpresa. E se quei mondi hanno fatto parte di voi, anche solo alcuni, ritrovarli tra le pagine vi farà spuntare un sorriso riconoscente per aver dato loro degna rappresentanza in una storia appassionante e piena di spunti di riflessione. Non voglio spoilerare troppo quali siano le opere citate, perché credo che sia splendido poterlo scoprire da solə durante la lettura. Tuttavia, posso dire di essere stato molto più che felice di trovare un bell’approfondimento sulle opere di Tolkien e il suo universo, Arda. Quello è uno di quei mondi fondamentali di cui parlavo prima. Quelli che hanno un significato profondo, per me sicuramente. E dopotutto:

“Se non fosse stato per Tolkien, negli ultimi novant’anni noi nerd ci saremmo divertiti molto meno.”

Ernest Cline, Ready Player Two

E beh, io posso anche aggiungere che se non fosse stato per lui non avrei sicuramente avuto il nickname che porto. *wink wink*

Ready Player Two non è solo splendida ambientazione, gustose citazioni di cultura pop e una sfavillante ironia: è anche personaggi dall’incredibile spirito umano. Che siano buoni o cattivi, ognuno di loro può lasciarti qualcosa. Apprezzo molto quei personaggi che non sono davvero degli eroi senza macchia. Esseri perfetti e intoccabili che prendono solo decisioni giuste. Amo quelli che nascondono debolezze, che compiono passi falsi ma che hanno anche una voglia matta di redimersi e mettere a posto le cose. È il caso di Wade, la cui crescita e il suo sviluppo durante tutta la narrazione è una vera fonte di ispirazione.

Così come lo è il personaggio di Samantha, che non subisce una vera e propria crescita ma che incarna quei potenti valori di bontà, generosità e altruismo di cui il mondo ha decisamente bisogno. Quel senso di responsabilità verso la tragica situazione climatica in cui verte il mondo e di voler fare tutto ciò che è in suo potere per aiutare le migliaia di persone in difficoltà. Il non voler chiudere gli occhi e voltarsi dall’altra parte, ma scendere in campo e sporcarsi le mani. È una vera e propria eroina moderna, piena di coraggio,  sempre pronta a dispensare saggezza e a rendere migliori coloro che le stanno accanto.

E a proposito di quanto certe figure femminili siano una meravigliosa ispirazione, Cline ha tenuto categoricamente a sottolineare quanto sia importante dare credito al lavoro svolto da donne brillanti spesso, purtroppo, oscurate da uomini sessisti e ingrati. E l’ho trovato uno splendido, splendido messaggio da mandare a tutto il mondo. La storia è piena di donne splendide che hanno fatto scoperte straordinarie ma alle quali è stato riconosciuto poco, se non nulla a causa di società basata su dei principi sbagliati. Adesso le cose stanno cambiando, o almeno lo spero. C’è sempre speranza per rendere questo mondo un posto migliore.

“La paragonava a Rosalind Franklin, che avrebbe dovuto essere considerata al pari di Watson e Crick nella scoperta a doppia elica del DNA. O a Katherine Johnson, i cui calcoli contribuirono a mandarci sulla Luna. O a tutte le altre donne che erano state messe da parte, o platealmente ignorate.”

Ernest Cline, Ready Player Two

Ready Player Two è tecnologia avanzata : la tecnologia ONI descritta nel romanzo permette di avere una capacità di immersione decisamente superiori ai classici dispositivi già in commercio. Garantisce non solo di provare sensazioni come gusto, olfatto e tatto, proprio come se il corpo fosse fisicamente dentro la simulazione, ma anche di provare esperienze registrate dagli altri utenti. Puoi quindi provare qualsiasi tipo di esperienza tu voglia, in tutta sicurezza perché il tuo corpo fisico non le sta davvero provando.

Letteralmente, si ha la possibilità di vivere anche attraverso gli occhi degli altri, con benefici non indifferenti. Nel romanzo viene indicato come questa nuova tecnologia faccia aumentare in modo esorbitante il senso dell’empatia verso il prossimo, abbassando drasticamente reati d’odio, razzismo, omofobia e crimini in generale. Sembra quasi un sogno utopistico e non so se in futuro sarà la tecnologia avanzata a salvarci dall’odio immotivato di persone piene di pregiudizi, ma è un bel sogno da avere. In un mondo in cui ancora si muore per essere trans, per avere un certo tipo di colore della pelle o molto semplicemente per amare chi si vuole… mi piace pensare che in un universo immaginario qualcuno abbia pensato ad una possibile soluzione perché questo non accada più. Che mondo meraviglioso sarebbe se semplicemente la smettessimo di odiarci tutti?

“La passione era passione, l’amore era amore, a prescindere da chi vi partecipasse o da che tipo di corpo gli fosse stato assegnato alla nascita. Fu una rivoluzione dell’identità e della fluidità di genere”

Ernest Cline, Ready Player Two

Nel libro viene anche spiegato come una tecnologia simile migliori anche lo stile di vita di coloro che soffrono di determinati problemi di salute o hanno delle disabilità di qualche tipo. Per queste persone è più semplice affrontare la vita: possono entrare in un mondo dove non avvertono dolore, dove non ci sono barriere e dove ci sono possibilità infinite.

Prima vi ho parlato del progetto LaMDA e non l’ho fatto proprio a caso. Ready Player Two è anche intelligenza artificiale. Quella buona e quella cattiva. I nostri sogni con i nostri peggiori incubi a confronto. La paura che l’intelligenza artificiale possa soppiantarci tutti. Ma anche un faro di speranza verso una possibile immortalità digitale. L’essere umano è da sempre alla ricerca di un modo per vivere più a lungo, per non invecchiare. Per non soffrire vedendo le proprie persone amate morire. E se grazie ad una tecnologia del genere si potessero superare le barriere della vita e rimanere per sempre, anche se in una forma diversa da quella fisica? È un pensiero allettante, in un certo senso. Che fa anche paura, ma permette di avere una visione diversa anche della vita stessa. Magari di vivere anche più in pace.

Cline alla fine non sta parlando di una realtà tanto lontana dalla nostra. Gli argomenti e le problematiche che affronta sono estremamente reali e vicine a noi: il clima, la povertà, rischi e benefici della tecnologia. Di come i social media abbiano cambiato gli esseri umani che sono sempre a darsi contro, per un motivo o per un altro. Cline ha dimostrato di conoscere bene il mondo del web. Non solo il lato positivo ma anche quello negativo. Quello degli haters, quello dell’eccessiva riverenza verso persone viste come idoli che però talvolta nascondono un animo oscuro che molti si ostinano a ignorare. A cosa portano l’ossessione e la mancanza di empatia verso gli altri. Leggendo il libro scoprirete di cosa parlo😉 Se ci pensate bene il 2046 non è poi così lontano… in tutti i sensi.

La tecnologia, i social media, il web in generale è ambivalente. Se da una parte talvolta divide le persone, altre volte, incredibilmente, le unisce. Non importa in quale luogo del mondo tu viva, grazie a certi mezzi l’intero globo diventa piccolissimo. Gli Altissimi Cinque si sono conosciuti grazie ad OASIS, hanno trovato profonda amicizia e amore. Legami solidi trovati su suolo virtuale che hanno poi portato nel reale. Eppure non sono legami meno veri di quelli che si possono creare solo offline e lo hanno dimostrato in entrambi i romanzi. Hanno dimostrato come l’unione fa la forza sempre, di come certi amici alla fine sono la famiglia che ti scegli. Di come certe amicizie siano effettivamente famiglia. Non importa dove nascano. Ciò che importa è sentirsi vicini, anche quando non lo si è fisicamente. Esserci sempre, supportarsi.

“Sei la famiglia che mi sono scelto. Che poi è la famiglia più importante. No?”

Ernest Cline, Ready Player Two

E tutto questo non significa distaccarsi dalla realtà, nossignore. È crearsi la propria realtà, per poter vivere al meglio la vita che ci è stata data. Perché…

“La vita non è altro che un videogioco difficilissimo e sbilanciato”

Ernest Cline, Ready Player Two
Grazie, Leucosia. <3

E quindi bisogna dare il massimo ogni giorno per arrivare al livello successivo, impegnarsi perché sia una bella partita. Per se stessi e per gli altri.

Ready Player Two è un modo per guardare da vicino cosa significhi essere così affezionati a dei mondi che spesso vivono solo nella nostra testa e nella fantasia di autori, designer, registi. È che a volte ci sono mondi immaginari dove per qualche motivo ci sentiamo a casa. Ci sentiamo capiti. Oppure servono per scappare per un po’ da una realtà che ci sta stretta. Trovare un attimo di pace nel caos della vita quotidiana. Scappare in un piccolo Altrove per vivere mille nuove avventure. Che siano in un videogioco o in un libro non importa. Tutti quei mondi fanno parte della nostra eredità. Fanno parte di noi e di ciò che siamo e siamo diventati. Fanno parte dell’eredità umana intera. Sono il simbolo di quanto può essere potente la mente umana e questo non lo potrà mai superare nessuna intelligenza artificiale.

“Per un bambino come me, non era soltanto una via di fuga. Era un salvavita vero e proprio, un raro luogo di gioia e di comunione per un ragazzino che aveva disperatamente bisogno di entrambe.”

Ernest Cline, Ready Player Two

Grazie ai miei mondi preferiti per farmi sentire sempre accettata e capita. Grazie ai miei amici, i miei sei Pilastri, conosciuti online e che da sei anni portano alto il nome dell’amicizia e dell’amore fraterno. 💜

Scritto da
Sara, conosciuta anche come ElbyQuimelle o più semplicemente Elby, è caduta da tempo nella tana del Bianconiglio e non ne è mai uscita. Lettrice e videogiocatrice appassionata, è timida fino al midollo. Ascolta musica epica (TwoStepsFromHell, Audiomachine) fino allo sfinimento, ma apprezza molto anche altri generi per cui elencarli tutti renderebbe queste info biografiche troppo lunghe. Non sa parlare di sè stessa. Sogna un mondo fatto di dumplings, sorseggiando bubble tea.

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